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«Due cariche per far ripartire il Goldoni»

«Due cariche per far ripartire il Goldoni»

Il Direttivo di Buongiorno Livorno: serve un manager e un direttore artistico per rompere col passato

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LIVORNO. Non un (solo) direttore del Goldoni come in passato, ma una diarchia, composta da due figure che lavorano a braccetto, una con compiti manageriali e l’altra artistica. È questa la ricetta che il direttivo e il laboratorio culturale di Buongiorno Livorno scrivono a pochi giorni dalla decisione su chi dovrà governare il più importante centro culturale cittadino.

«La nomina dei ruoli direttivi di un teatro pubblico - è il messaggio - da sempre catalizza le attenzioni della classe politica e culturale di ogni città che abbia vissuto questo passaggio, perché vi si possono leggere le linee culturali da adottare negli anni successivi. È dunque politicamente rilevante decidere chi scegliere per tale ruolo e come farlo. In un'ottica di confronto e consiglio sarebbe importante coinvolgere in tale scelta la cittadinanza e le varie figure che la rappresentano, dal sindaco agli assessorati competenti fino ai singoli operatori del settore».

Poi un breve ma significativo sguardo al passato. «La gestione del Goldoni vive di anni e anni di "bertinismo" (cioè di una gestione amministrativa e artistica nata dal sodalizio tra le più recenti amministrazioni PD e la rilevante figura di chi era già stato assessore comunale al turismo e commercio). «La precedente gestione - proseguono - non ha saputo far percepire il carico finanziario pubblico del Goldoni come insostenibile per una città con grandi urgenze sociali ed economiche, con il risultato aberrante di contrapporre una comunità già dolente per le generali condizioni di vita e le sue istituzioni culturali».

Per il futuro, «la nuova amministrazione si è detta più volte pronta a rilanciare il ruolo chiave del nostro teatro. È chiaro perciò che la scelta della carica direttiva del Goldoni è strategica. Ecco perché ci avrebbe fatto piacere sentir parlare di cariche, al plurale, poiché crediamo che a una struttura come questa servano due persone: una alla Direzione Generale - con competenze amministrative e manageriali relative alle risorse economiche come a quelle umane - e una a quella Artistica, cui tutti i soggetti cittadini attivi nel settore riconoscano autorevolezza e capacità di interlocuzione equanime, con esperienza comprovata in ambito lirico e solidi rapporti con il mondo teatrale nazionale. Queste due figure dovranno dar vita, insieme, a una nuova politica anche produttiva che garantisca al nostro teatro, tramite scambi con altre realtà nazionali e internazionali e grazie alla produzione artistica interna, risorse finanziarie autonome, trasformandolo così in polo di riferimento anche per altre realtà ospiti».

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