Gioco
«Sfrattati dal vescovo» Don Nesi chiede aiuto
L’associazione lascerà la sede storica per spostarsi nei locali dell’ex Pistelli «La Curia ci ha chiesto 55mila euro di canoni arretrati, dateci una mano»
LIVORNO. Manca meno di un mese al 25 settembre, giorno in cui l’Associazione Don Nesi dovrà lasciare definitivamente la sua sede storica, e giorno in cui si svolgerà presso il tribunale di Livorno l’udienza per lo sfratto chiesto dal vescovo Simone Giusti all’associazione.
«Siamo un associazione aconfessionale, strutturata in questo modo per volontà dello stesso don Alfredo Nesi, il vescovo Giusti ritiene di dover impiegare in modo diverso questi locali – spiega il presidente Renzo Bacci – con Ablondi e Coletti non abbiamo mai avuto problemi ed abbiamo collaborato con profitto negli anni, ma non spetta a noi dare giudizi in merito alla questione».
L'associazione Don Nesi si occupa di ricostruire e valorizzare l’esperienza del Villaggio Corea, oggi sono circa 40 i ragazzi tra medie e primo biennio delle superiori che usufruiscono del doposcuola. Uno spazio in cui volontari, gratuitamente si mettono a disposizione per seguire i ragazzi nei compiti.
«Durante l'estate abbiamo un centro estivo a cui partecipano anche sei bambini segnalati dai servizi sociali, nell’inverno dopo i compiti possono restare a giocare, abbiamo l'angolo bar con la merenda con tutto preparato gratuitamente dai volontari – spiega Genny De Pas – svolgiamo parallelamente alla parte educativa anche attività culturali, dai cineforum ai corsi di formazione e inclusione sociale». «Adesso il vescovo ci chiede di pagare 55mila euro come canone d'affitto per i locali dal 2003 ad oggi, fortunatamente abbiamo vinto il bando che la precedente amministrazione ha aperto a febbraio per i locali dell'ex Pistelli – spiega Bacci – ci hanno concesso, viste le finalità sociali, un canone d'affitto pari a zero».
«Ma sono molti i lavori che devono essere fatti, per questo abbiamo lanciato una campagna per raccogliere fondi necessari per coprire tutte le spese che dovremmo effettuare – conclude Bacci– ma non chiediamo solo soldi, se c’è qualcuno che mette a disposizione il suo tempo per aiutarci nel trasloco, tingere, pulire sarebbe un aiuto preziosissimo». Al momento il sindaco Nogarin e il presidente della Provincia Giorgio Kutufà hanno aderito all’iniziativa, mentre la ditta Baroni e la Ferramenta Livornese hanno messo a disposizione materiali per i lavori che devono essere fatti all’interno dell’edificio.
Per chiunque fosse interessato a fare una donazione il codice Iban per un versamento è IT30 K076 0113 9000 0004 3090 174 mentre per avere informazioni è possibile chiamare 0586424637.
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