Gioco
Maserati sceglie il porto di Livorno per sbarcare sul mercato Usa
Imbarcate le prime 550 supercar. Un traffico da 20mila auto l’anno per la Compagnia e la Sealiv
LIVORNO. In mezzo alla solita distesa di Nissan e Toyota, da alcuni giorni nei piazzali del nostro porto sono stoccate 550 nuovissime Maserati.
Avvolte in un’elegante capote bianca, hanno attraversato l’Appennino a bordo di un centinaio di bisarche e stamani (domenica 31 agosto) sono state in parte imbarcate sul cargo Oregon Highway della K-Line, con destinazione Stati Uniti, esattamente Brunswick, Georgia. Un’altra parte invece farà tappa a Zeebrugge, in Belgio. Lì le supercar modenesi saranno sbarcate e poi reimbarcate sulle navi della svedese Wallenius per raggiungere anch’esse gli States, alcune San Diego, altre Los Angeles.
La notizia è molto più di una curiosità per il nostro porto: perché la casa modenese - acquisita nel 1997 dalla Ferrari - ha scelto Livorno come scalo di partenza per il mercato degli Stati Uniti, e più precisamente la Compagnia portuali, oggi Cilp, per le operazioni di imbarco e la Sealiv per le operazioni di stoccaggio. E considerando che sono proprio gli Usa il mercato in cui la Maserati vede le maggiori potenzialità commerciali dell’impressionante boom realizzato negli ultimi due anni, per Livorno si tratta di uno squarcio di sole assolutamente ben augurante.
I significati di quest’accordo sono numerosi. C’è il prestigio che imbarcare Maserati rappresenta e c’è la qualità che gli altissimi standard della casa modenese richiedono agli operatori. C’è la novità del traffico export delle auto, che potrebbe rappresentare un business di grande interesse nel futuro di Livorno, ma c’è anche, soprattutto il fatto che a pieno regime i carichi di Maserati per gli States potrebbero toccare e superare le 20mila unità, che finirebbero per rappresentare un incremento del quasi 10% sulla movimentazione auto della Compagnia.
D’altra parte entro il 2015, Maserati punta alle 22.500 immatricolazioni (contro le quasi 5000 registrate nel 2013) sul mercato del Nord America, e per farlo sta lavorando su un piano di grande espansione della rete di vendita, che entro quest'anno passerà da 75 a 125 showroom, grazie a nuove aperture in aree ancora poco coperte, come il sud degli Usa e il Midwest. Alla fine dell'anno prossimo il 45% della produzione del marchio modenese (che punta alle 50mila unità), sarà assorbita dagli Stati Uniti. E passerà tutta da Livorno. Che sfruttando la collaudata collaborazione Cilp-Sealiv (di cui Cilp è socio insieme a Mercurio, A&L e Gragnani) ha soffiato il business a Genova e Savona.
«La stretta collaborazione che da anni lega K-Line a Cilp è stato l'altro elemento determinante per conquistare questo traffico», spiega Enzo Raugei, presidente di Cilp. «Un carico che dà lustro alle due imprese e alle maestranze della Compagnia che hanno dimostrato professionalità e la capacità di offrire un servizio di alta qualità».
Da qui a dicembre saranno settemila le Maserati che attraverseranno l’oceano partendo da Livorno. Ma nel frattempo - annuncia Raugei - in compagnia si continuerà a lavorare per conquistare altri prestigiosi marchi. «Le nostre strutture ed il nostro modo di lavorare le auto, frutto di decenni di esperienza, possono fare di Livorno il porto di riferimento non solo dell'import ma anche dell'export». Nel mirino, anche se dalla Cilp si preferisce non far nomi, ci sono Bmw e Mercedes.
@giucorsi
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