Gioco
Rischia di chiudere il centro che aiuta ragazzi e famiglie
Sos da Fiorentina per la struttura intitolata a Sergio Caioni «A novembre scade il progetto e per ora non ci sono nuovi fondi»
LIVORNO. Nel novembre del 2013 è stato inaugurato nel cuore di Fiorentina, al piano terra del simbolico civico 12 di via Giordano Bruno. È stato intitolato a Sergio Caioni, storico amministratore dell’Ater, e ha aperto le porte a decine di famiglie del rione, con corsi gratuiti, servizi, doposcuola. Ma ora il centro culturale Caioni, gestito da Intramondo, rischia di chiudere.
A novembre, infatti, scadrà il progetto pilota, pagato con i soldi della Regione, che ha permesso di mettere in piedi l’esperimento. E al momento nessun ente, associazione o privato ha assicurato contributi per andare avanti. Così le famiglie di Fiorentina, che si sono rivolte al Tirreno, hanno già raccolto più di cento firme. Mentre dall’associazione Intramondo lanciano l’sos per non far morire quello che «ormai – ripetono i fondatori – è un punto di riferimento per un quartiere difficile».
Il centro ha le fondamenta nel progetto di ricerca Ponec (“Popolare non è un concetto”) nato per “individuare e ridurre le condizioni di disagio abitativo e sociale” nel mondo dell’edilizia popolare. Il bando, vinto lo scorso anno dall’associazione no profit (per circa 33mila euro), è della Regione e ha visto la stretta di mano di Cimess-Università di Firenze, Comune, Casalp e Fondazione Michelucci.
«In questo anno – racconta Elena Raiola, una delle fondatrici di Intramondo, cresciuta a Fiorentina – abbiamo lavorato con i bambini e con le famiglie, cercato di ricreare una comunità, fare rete, considerando anche che ci sono molte più famiglie extracomunitarie. Abbiamo più di cento iscritti, del rione e non solo».
Per chi risiede nei palazzi popolari di Barriera Garibaldi le attività del centro sono gratis. Altrimenti si paga una tessera di affiliazione all’associazione: 20 euro all’anno per gli adulti e 15 euro per bambini e over 60. Il centro organizza corsi di inglese, francese, spagnolo, découpage, disegno, chitarra, informatica di base. C’è la ludoteca, si aiutano i bambini con i compiti, si fa tutoraggio burocratico agli adulti (il centro ha un accesso Internet gratuito). Si organizzano giochi nel parco e trasferte al mare. «E, soprattutto – sottolinea Raiola – abbiamo la banca del tempo...». Funziona così: chi usufruisce gratis di un servizio torna per mettere a disposizione un po’ del proprio tempo. «Ad esempio le donne che hanno avuto bisogno della stanza per lavori di cucito, poi hanno organizzato corsi gratuiti». «Anche i servizi sociali – riprendono da Intramondo – si appoggiano al centro, che organizza corsi di italiano per stranieri».
La struttura, ricorda Raiola, «è nata proprio per volontà del rione e rappresenta un punto di riferimento. Le persone vengono a chiedere aiuto per i figli. In più offre un’attività formativa e un’opportunità culturale che non tutti, altrimenti, potrebbero permettersi». Ma il futuro è incerto.
«Abbiamo potuto fare la programmazione – spiegano da Intramondo – solo fino al 18 novembre, quando finiranno le risorse destinate al progetto. A oggi, nonostante le richieste, non abbiamo avuto risposte certe e non sappiamo se potremo andare avanti. Pochi giorni fa siamo stati in Comune, ci hanno risposto che faranno il possibile, ma le risorse per le associazioni sono poche. Il punto è che questo non è un problema che riguarda Intramondo o altre associazioni: qui nessuno si arricchisce, è un problema sociale». «Ci siamo rivolti anche alla Regione – riprendono da Fiorentina – ma per ora non prevede bandi simili, mentre Casalp al momento non può rispondere». Sono state presentate richieste di contributo anche a banche, fondazioni, associazioni, a supermercati, «almeno per le merende», ma «per ora nessuno ha risposto».
Così ecco l’appello. «Chiediamo di non dimenticare questo quartiere, i ragazzi e le famiglie – conclude Raiola – il progetto è importante, un anno non basta: i risultati si possono vedere solo nel lungo periodo».
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