Gioco
«L’Imu sulla Casa del Figlio? Non creiamo discriminazioni»
LIVORNO. «Come si chiama la struttura di cui parlava? Casa per il figlio?». Marco Cannito spalanca gli occhi: «Per la verità ho chiesto di non applicare l’Imu sulla seconda casa ai genitori che danno...
LIVORNO. «Come si chiama la struttura di cui parlava? Casa per il figlio?». Marco Cannito spalanca gli occhi: «Per la verità ho chiesto di non applicare l’Imu sulla seconda casa ai genitori che danno l’appartamento ai figli in comodato gratuito». Ma l’assessore Ima Dhimgjini va avanti per la sua strada: «Appunto, i cittadini sono tutti uguali, non vorrei problematiche legate a discriminazione».
Una mattinata costellata di gaffe e di “non sono a conoscenza di quest’argomento” per la responsabile delle politiche abitative, uno degli assessorati più delicati della giunta-Nogarin. Che a questo consiglio comunale era attesa con proposte concrete e un cronoprogramma.
Sempre confrontandosi con Cannito, Dhimgjini ha provato a rispondere anche sulla proposta d’introduzione della premialità fiscale per le seconde case messe a disposizione come alloggi a canone concordato, finita poi nell’atto di indirizzo alla giunta. «Stiamo attenti a non creare discrimizioni. Benissimo se ci sono seconde case, qui io non so nemmeno se c’è una prima».
Un altro momento di palese imbarazzo per la giunta è arrivato quando Dhimgjini ha risposto a Jari De Filicaia (Pd) che aveva chiesto un impegno per l’ampliamento del primo piano del teatro delle Commedie che da anni ospita un centro homeless. «L’ampliamento del teatro delle Commedie, mi scusi, non rientra nelle mie competenze, se poi di ogni erba si deve fare un fascio per trovare gli immobili, stiamo lavorando», ha risposto Dhimgjini. E quando De Filicaia le ha spiegato che lui aveva parlato del primo piano della struttura e chiaramente non del teatro, la risposta ha spiazzato tutti: «Guardi ho la brutta abitudine a scrivere tutto, lei ha parlato del teatro delle Commedie, me lo sono appuntato. Mi fa piacere che ci sia questa precisazione».
Tra i principali obiettivi a cui il consiglio ha impegnato sindaco e giunta con l’atto di ieri, c’è anche la verifica della risposta alla richiesta del Comune per l’acquisizione e il recupero dell’ex caserma Del Fante e del palazzo del Picchetto di piazza Guerrazzi da destinare all’emergenza abitativa. Una verifica che era già stata chiesta in commissione all’assessore che ieri però ha affermato di «non avere conoscenza della questione». «Posso verificare ma non ho conoscenza», ha aggiunto. Poco dopo Dhimgjini ha affermato di non essere a conoscenza neanche dell’iniziativa dell’Anci sulle politiche abitative (che rivendica come priorità imprescindibile il sostegno all’offerta abitativa sociale) finita poi nell’atto di indirizzo approvato all’unanimità dal consiglio, così come della situazione del blocco San Giovanni di Shangai («non conosco»).
(giu.cor.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
