Attenzione
Sughere, finalmente il padiglione è pronto
Una lettera del Provveditorato: consegnata la struttura, ora può essere aperta Ospiterà 150 detenuti a partire da metà ottobre. La soddisfazione di Solimano
LIVORNO. Sembra quasi un miracolo, e - a quanto pare - è proprio vero. Il nuovo padiglione delle Sughere, che tanto è stato sospirato e che ha creato un caso, approdato anche in Parlamento, finalmente è pronto. È stato consegnato ufficialmente nei giorni scorsi e, se non ci saranno ulteriori sorprese, a metà ottobre dovrebbe essere operativo. La notizia s’è diffusa ieri e ha suscitato un grande sospiro di sollievo. La conferma è arrivata da una lettera del Provveditorato indirizzata a Marco Solimano, garante dei detenuti, che tanto si è battuto per l’apertura del padiglione, facendone una battaglia cittadina, durata almeno tre anni.
Non è ancora ufficiale la destinazione della nuova struttura, ma in base alle prime indiscrezioni potrebbe essere utilizzata per la media sicurezza (e non per l’alta, che comprende reati come la mafia, come si temeva): così facendo potranno esservi ospitati anche detenuti per reati “normali”, che sono la maggior parte della popolazione carceraria. Ciò vuol dire che, se così fosse, all’interno ci sarebbero più livornesi. Il padiglione, dotato di attrezzature moderne, docce automatiche e altre tecnologie, potrà ospitare 150 detenuti.
Soddisfatto Solimano: «Questa è un’importante vittoria della città di Livorno che, attraverso l’ufficio del garante, si è battuta per questo successo. Ora, la prima cosa da fare, come ha chiesto anche il Provveditorato, è quella di cercare i detenuti livornesi in giro per la Toscana e per il Paese. Non sarà facile, ma mi sono già messo all’opera. Finalmente, i parenti potranno tornare a far visita ai loro familiari detenuti, restando in città. E finalmente potrà essere rispettata in toto anche la normativa europea che prevede 8 ore d’aria quotidiane».
«La cosa più importante - continua Solimano - è che questa struttura sia riempita di contenuti: l’ozio non può assumere il ruolo da protagonista in un carcere. Per questo, mi appello a tutte le associazioni di volontariato e sportive, affinché, come del resto hanno fatto finora, possano darsi da fare per organizzare eventi dentro il carcere, e nella nuova struttura in particolare».
Del caso del padiglione alle Sughere, ampiamente trattato dal Tirreno, si era occupato anche il senatore Marco Filippi che nelle scorse settimane aveva presentato un’interrogazione parlamentare, indirizzata al presidente del Consiglio e al ministro della Giustizia, sul perché dei ritardi nell’apertura della struttura.
Intanto, per Solimano e il suo ufficio le sfide non sono finite: «Resta ancora un altro obiettivo, quello di far riaprire anche la sezione femminile - dice il garante - E su questo continuerò a lavorare».
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