Il Tirreno

Livorno

Società pubbliche e partecipate, una su quattro è in rosso

di Ilaria Bonuccelli
Società pubbliche e partecipate, una su quattro è in rosso

Il governo vuole tagliare le aziende con i conti in perdita. Da Grosseto a San Giuliano ecco quelle che vanno peggio

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Il 27 maggio 2010, a Calenzano, il taglio del nastro avviene in pompa magna: si inaugura il primo impianto che in Toscana produce energia «con l’impiego di sola legna vergine». È costato 9 milioni, ma promette riscaldamento gratis a 1500 appartamenti e a molti edifici pubblici. Due anni dopo, Biogenera srl - la società a partecipazione pubblica che gestisce il co-generatore - è già nel mirino del ministero delle Finanze: le perdite sono di gran lunga superiori al capitale. Lo squilibrio è del 1.267%. La ragione per cui il commissario dei tagli - Carlo Cottarelli - si prepara, in tutta Italia, a calare la scure sulle aziende, fondazioni, srl o spa sostenute «direttamente o indirettamente» da capitale pubblico. Nel giro di tre anni al massimo le vuole portare da meno di 8mila a mille, per garantire un risparmio di 2-3 miliardi l’anno per le tasche dei cittadini.

Una società su 4 in rosso. Secondo l’indagine del signor “Spending review”, infatti, in Italia un’azienda partecipata su quattro è in passivo, con una perdita totale di 16,5 miliardi. In Toscana, la percentuale è appena più alta - una ogni 4,5 ditte - considerando che le società di cui si conoscono i bilanci sono circa 780, mentre quelle con passività sono 176.

La pulizia - in gergo tecnico viene chiamata razionalizzazione o riorganizzazione, a seconda del provvedimento suggerito - riguarderà soprattutto le aziende piccole, con più amministratori che dipendenti, quelle in passivo e quelle che non gestiscano servizi di interesse pubblico, come acqua, gas, rifiuti, energia, trassporto pubblico locale.

Oltre 1000 società, non tutte trasparenti. In Toscana il campanello d’allarme è immediato. Ci sono oltre 1050 società partecipate, comprese quelle in liquidazione, quelle che non hanno presentato i bilanci e in passivo. Rappresentano ill 13,6% del totale italiano che, per difetto, sarebbe di 7726 società: in realtà lo Stato ammette di non avere un censimento aggiornato perché molte amministrazioni che non ottemperano all’obbligo di trasparenza. La Toscana non è immune dal problema: sarebbero secondo il ministero delle Finanze (Mef) le società che non hanno mostrato i conti. Ci sono quasi tutte le società della Salute della Toscana, ma anche la Fondazione teatro Maggio Musicale Fiorentino.

La carica delle “piccole”. Di quelle che non hanno presentato i bilanci è impossibile stabilire le condizioni economiche. In compenso, è facile tracciare un quadro dettagliato delle “micropartecipate” e delle partecipate di modeste dimensioni anche in Toscana.

Come nel resto d’Italia, sono tante: 334 sono quelle con un capitale proprio che oscilla fra 10mila e 100mila euro. Senza contare le società con un capitale sotto i 10mila euro come l’azienda speciale delle farmacie di Pietrasanta che ha un passivo pari al 1.906% del capitale netto. O quella del polo universitario aretino dove il passivo sfiora quasi il tremila per centro del capitale : 90mila euro di debito a fronte di 3.147 euro di patrimonio proprio.

Stop al poltronificio. Spesso - denuncia Cottarelli nel programma di “razionalizzazione delle partecipate locali” queste partecipate «non hanno dipendenti o ne hanno molto pochi (in Italia sono almeno 3.000 con meno di 6 dipendenti). In circa metà delle partecipate dei Comuni il numero dei dipendenti è inferiore al numero delle persone nei consigli di amministrazione. Si tratta di piccole società con il sospetto siano state create principalmente per dare posizioni di favore a qualche amministratore o dipendente».

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Dipendenti e politici nel mirino. Proprio per questo il governo vuole prendere provvedimenti. Nei cda di sicuro dove sono previsti posti per oltre 37mila politici, ma ce ne sono meno a causa dei doppi incarichi (molti gratuiti, ndr). Da rivedere, inoltre, gli organici: oggi, infatti, le società partecipate danno lavoro a oltre mezzo milione di persone. E non tutte, secondo il governo, potrebbero essere necessarie. Soprattutto guardando i bilanci in rosso.

Maxi debiti delle super aziende. Lo squilibrio fra perdite e capitale investito è evidente soprattutto nelle società con capitale superiore a 100mila euro. Un esempio significativo è quello delle Farmacie comunali di Livorno: capitale di 184mila euro, perdite per oltre 400mila euro: squilibrio del 232% di poco superiore a quello delle terme di San Giuliano (che in cifra assoluta è anche più alto). Se si guarda ai soldi, il primato è sempre termale: spetta alla Società delle terme spa partecipata da Comuni e Provincia di Siena: il capitale è di 3,6 milioni; il rosso è di 8,9 milioni. Meno della società del polo universitario di Grosseto (-94%) che, però, ha un capitale sociale solo di un milione. meglio di molte società legate al turismo che risultano in forte crisi o in liquidazione. La seconda voce del Pil toscano alla deriva.

 

Nota: La tabella sottostante indica l'indice di redditività delle società partecipate dagli enti lovali (Comuni e Province). Il ROE è il rapporto tra il risultato netto (perdite e profitti) e mezzi propri (il capitale delle società).

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Ecco tutti i dati toscani provenienti dal sito del Governo, Revisione di spesa.

 

 

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