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Livorno

«Prese in giro, avevamo già fatto le visite»

«Prese in giro, avevamo già fatto le visite»

Le due maestre escluse dal Comune: la giunta dà la colpa alla vecchia amministrazione, ma poteva fare un assessore in meno

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LIVORNO. «Siamo le due idonee al concorso per educatrici che l'amministrazione comunale ha deciso di non assumere». Inizia così la lettera sfogo firmata da Rita Panetta e Chiara Bassini, che la settimana scorsa hanno dovuto assistito in diretta alla loro beffa professionale: escluse mentre il Comune annunciava l’assunzione di sei educatrici e tre vigili urbani.

«Questa decisione - spiegano - sembrerebbe nascere come conseguenza della Legge 114/2014, entrata in vigore il 18 agosto di quest'anno, che alza il tetto di spesa per le risorse da destinare alle assunzioni. Infatti, in un primo momento, l'amministrazione comunale, riferendosi all'impossibilità di assumere tutte noi 8 educatrici, ha parlato esclusivamente di “problema economico”, dichiarando tuttavia la necessità di dover trovare i fondi non per il tempo indeterminato bensì per quello determinato. Azione che, in realtà, è risultata impossibile da concretizzare».

La colpa di questa mancanza economica è stata data alla vecchia amministrazione comunale la quale è stata accusata di aver tagliato circa 500 mila euro sul personale, «tuttavia - vanno avanti - la nuova amministrazione non ha avuto alcun problema a procurarsi circa 150 mila euro per assumere un direttore generale ed assumere 10 assessori invece dei 5 dichiarati in campagna elettorale. Vogliamo anche ricordare che questa realtà legislativa dell'innalzamento del tetto di spesa era già conosciuta con il Decreto Legislativo 90/2014 (diventata poi Legge 114/2014) entrato in vigore il 25 giugno 2014. Nonostante ciò, noi 8 educatrici siamo state contattate dagli uffici, a partire dalla fine di luglio, per espletare le normali procedure assuntive, comprese le visite mediche, fino a scoprire, da voci di corridoio, a pochi giorni dalla firma del contratto, la sospensione della procedura e la conosciuta conclusione».

Ecco perché parlano di beffa. «L'amministrazione comunale ha scaricato le colpe della decisione di assumere 6 educatrici e non 8 al governo Renzi e ancor prima all'amministrazione precedente, senza tener alcun conto delle aspettative disattese di noi educatrici escluse che, dopo anni di battaglie per rivendicare il nostro diritto all'occupazione, oggi ci troviamo non solo non assunte, ma anche disoccupate».

«Noi veniamo - concludono - dal mondo del precariato e troppo spesso questa amministrazione comunale ricalca su di sé i disagi del precariato, si paragona alla nostra situazione, e dunque non si eleva a super partes. In questo senso, ci risulta, essendo anche noi cittadine elettrici, che in questo momento il precariato, che lamentano gli attuali consiglieri ed assessori, è colmato da quello che noi tutti paghiamo per dare loro un lauto stipendio. Da parte nostra ci aspettiamo ancora di vedere riconosciuti i nostri diritti ed useremo ogni mezzo affinché ciò avvenga».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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