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Livorno

Caso educatrici, l’assessore: «Scelta obbligata per colpa di una legge del governo Renzi»

Caso educatrici, l’assessore: «Scelta obbligata per colpa di una legge del governo Renzi»

L’assessore Francesca Martini dice che il caso delle mancate assunzioni delle educatrici nasce dagli effetti di una legge voluta dal governo Renzi. E aggiunge: non c’entra niente la spesa per nominare il direttore generale

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LIVORNO. «Appena insediata, gli uffici mi hanno informato che era in fase di completamento l'attuazione del piano delle assunzioni 2014,e che erano previste sia le assunzioni delle 8 educatrici che dei 3 vigili e che la normativa in essere avrebbe consentito di procedere ad entrambe le tipologie di assunzioni oltre ad avviare le procedure per un'assistente sociale. Preciso che tutte le posizioni inserite nel piano delle assunzioni erano e sono provviste di copertura economica e che, se fosse possibile procedere, tale copertura è ancora presente». L'assessore Francesca Martini, che nella giunta del sindaco Nogarin ha la delega al personale, parte da qui per intervenire sul concorso per educatrici: lo fa sottolineando che lo fa «non per non assumermi politicamente il peso e la responsabilità di tale scelta, della quale sono consapevole, ma per chiarire i presupposti di legge che ci hanno costretto a farla».

L’assessore tiene a puntualizzare anche che «in nessun modo hanno influito sulla rimodulazione del piano delle assunzioni le scelte dell'Amministrazione di nominare un direttore generale».

E allora che cosa è cambiato? L’assessore precisa che «l'amministrazione può assumere se ricorrono due condizioni: copertura economica e rispetto del turn over. Il turn over è il rapporto fissato dalla legge fra pensionamenti e cessazioni e nuove assunzioni. Ai fini del calcolo fino al 18 agosto scorso vigeva una regola di favore proprio per le categorie delle assistenti sociali, delle educatrici e dei vigili il cui costo impattava sulle potenzialità assuntive per 50% anziché il 100%». Ma – avverte – «come un fulmine a ciel sereno» è arrivata «l'ennesima riforma Renzi», e qui il riferimento è alla «legge 114 del 2014 di conversione del decreto legge 90 del 2014» con la quale si «innalza la percentuale del turn over al 60%, ma poi evidentemente giudicando politicamente non più di fondamentale rilievo le funzioni del sociale, educative e di sicurezza ha abrogato la deroga di favore prevista». Il risultato? «In quota 2014 residua la possibilità di aumentare l'organico non più di 12 unità ma di 9», dice l’assessore.

È questo il motivo della «scelta dolorosa» che la giunta «ha dovuto prendere avendo come obiettivo la massima occupazione possibile a legislazione vigente» (con la «copertura di tutti i 9 posti disponibili, oltre alla previsione di una mobilità in entrata di un'assistente sociale in considerazione delle forti esigenze del settore»).

L’assessore Martini sottolinea che la giunta ha fatto la propria scelta riconoscendo «pari dignità ad ogni categoria di lavoratori coinvolta, senza operare distinzioni fondate sulla natura delle funzioni, tutte fondamentali per la comunità». E aggiunge: «La programmazione che attualmente andiamo ad adottare per il 2015 terrà conto delle posizioni sacrificate ovviamente nella speranza che il governo Renzi non intervenga ancora in modo sostanzialmente peggiorativo sulla disciplina del turn over».

Ma tutto questo è «altra e diversa cosa» rispetto al la variazione di bilancio di 270.000 euro che è stata «necessaria per provvedere al lavoro in somministrazione per l'anno scolastico che si aprirà a settembre, lavoro che viene legittimamente utilizzato per provvedere alle tante sostituzioni necessarie ai fini di assicurare la continuità del servizio in caso di assenza del personale in ruolo».

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