Il Tirreno

Livorno

Ruba rame alla Bastia, ma doveva essere ai domiciliari

Ruba rame alla Bastia, ma doveva essere ai domiciliari

Furto scoperto nella notte dalle volanti della polizia: arrestato un livornese di 46 anni. Un altro in fuga

2 MINUTI DI LETTURA





Ruba rame nel parcheggio della piscina comunale alla Bastia e poi nasconde le matasse nei giardini, ma viene scoperto e arrestato dalle volanti della polizia. In manette un livornese di 46 anni che doveva essere ai domiciliari.

Allarme nella notte tra martedì e mercoledì in via Mastacchi 188: sono le 4 quando una volante va in zona per un controllo avvisata da un poliziotto libero dal servizio che sente strani rumori. L'agente in particolare ha notato due persone armeggiare vicino all'ingresso.

Sul posto arrivano due pattuglie che circondano la zona. Dopo pochi minuti le volanti, insieme al poliziotto on borghese, intercettano un uomo sospetto: si tratta di Sabrino Buti, 46 anni, residente in via Nino Bixio, già conosciuto alle forse dell'ordine. Gli agenti si accorgono che il 46enne nasconde vicino le Mura di cinta Lorenesi alcuni cumuli di rame.

L'uomo a quel punto viene bloccato. E dal controllo immediato viene fuori che ha con sé un cacciavite, poi sequestrato.

Ma non è tutto: sul tetto c'è un altro individuo, vestito di scuro con capelli lunghi che, accortosi della presenza delle forze dell'ordine, scappa e si nasconde sui tetti della piscina.

Sul posto arriva anche personale della vigilanza privata Vesuvio che con la polizia danno il via alla caccia al fuggiasco, che però fa perdere le sue tracce.

Il materiale rubato, già tagliato, era nei prati davanti all'ingresso principale della piscina: due grondaie di rame della lunghezza di 3,30 metri ciascuna, due grondaie orizzontali di rame rispettivamente di 4 3 metri. Il tutto è stato restituito alla proprietà (Lorenzo Ritorni 31 anni, incaricato della società Offiicine dello sport srl e della piscina comunale La Bastia.

La perquisizione effettuata su Buti permette poi di ritrovare 2 chiavi di auto rispettivamente di una Lancia Y nera, in sosta vicina all'impianto sportivo, e di una Mercedes classe A, ritrovata poi nella vicina via Nino Bixio.

Alla polizia Buti ha detto "che le auto in questione erano state utilizzate per giungere sul posto e per il trasporto del rame rubato".

Nella Lancia Y c'erano un altro cacciavite e una pinza tronchese.

Buti, già segnalato per reati analoghi e stupefacenti, doveva essere ai domiciliari (come da provvedimento emesso dal tribunale di sorveglianza di Firenze) per mesi 6.

Contattato il pm di turno, la polizia ha poi accompagnato Buti a casa in via Bixio, ripristinando la misura degli arresti domiciliari.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web