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RAZZISMO SU FACEBOOK

di Cristiana Grasso
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LIVORNO. Cioma Ukwu nel suo abitino bianco sembra ancora più bambina di quello che è. Una bambina, una ragazzina di 15 anni, altissima, divertita ma anche un po’ impacciata in questo nuovo ruolo di...

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LIVORNO. Cioma Ukwu nel suo abitino bianco sembra ancora più bambina di quello che è. Una bambina, una ragazzina di 15 anni, altissima, divertita ma anche un po’ impacciata in questo nuovo ruolo di reginetta della discordia, gli occhi truccati e le scarpe sportive, la fascia di Miss Livorno appesa al muro del salotto accanto alla foto di mamma Tina e di babbo Obirity il giorno delle nozze, a Lagos, in Nigeria, rito cristiano perché la famiglia è di religione cristiana: belli tutti e due, lei con un vaporosissimo abito bianco, lui in completo scuro. Una grande festa, ricorda Tina, che poco dopo quel giorno speciale, insieme al marito, è partita per l’Italia, «perché a quel tempo qui c’erano tante possibilità di lavorare, molte di più che in Nigeria». È da qui, da questa scelta di emigrare in cerca di nuove opportunità, che inizia la storia labronica di Cioma, reginetta in passerella e ora anche in Rete dove i suoi fan si sono moltiplicati di ora in ora. E l’hanno resa ancora più forte: «Le offese razziste? Non mi toccano minimamente guarda, magari fossi stata un altro tipo ci sarei rimasta malissimo, lo so. Ma io sono abituata a fregarmene dei giudizi della gente. Siamo nel 2014, queste persone dovrebbero imparare ad avere una mentalità più aperta». L’accento livornese di Cioma (che all’anagrafe è scritto Chioma, ma lei preferisce togliere quell’acca per una questione di pronuncia) è marcatissimo: «Io sono livornese, ho fatto tutte le scuole qui, e quindi non capisco proprio tutti questi discorsi, non era mica Miss Livorno Bianca...».

Ma pensavi di vincere? «No, perché davvero c’erano bimbe che per me erano più belle, io avrei votato un’altra per esempio, che mi piace un sacco. Anche mamma pensava che non avrei vinto perché sono nera. Invece...». Invece la coroncina da miss è sul cassettone e la signora Tina è felice: «Spero che possa realizzare i suoi sogni, fare la modella. ma prima di tutto deve studiare, diplomarsi. E voglio che faccia l’università. Glielo dica anche lei che è importante studiare». Sì, Cioma, effettivamente è importante, poi tu sogni l’università in America, devi riuscire ad avere dei bei voti in Italia... «Eh, invece quest’anno non è andata troppo bene, ho quattro debiti, dovevo impegnarmi di più. Comunque ho studiato, spero di farcela. Forse non ho proprio azzeccato scuola, vado al Vespucci ma alcune materie non mi piacciono tanto. Dopo gli esami di settembre vedrò che fare».

A Livorno comunque ti trovi bene? «Certo, è la mia città. E non ho mai avuto problemi di razzismo. I miei amici possono fare delle battute, tipo “è buio, dai sorridi, sennò non ti si vede” ma perché sanno che sul colore della mia pelle sono la prima a scherzarci. Infatti su Facebook ad offendermi sono stati in pochi e a difendermi in tantissimi. Per me la questione è chiusa. Certo una cosa mi ha colpito ecco: ad offendermi erano soprattutto adulti, e poi dicono che sono i giovani a comportarsi male, a non avere valori». Mamma Tina è un tipo giovanile, look moderno, questa avventura della figlia l’ha sempre appoggiata eanche la sorella Chamaka che ha 17 anni e frequenta l’Iti, non l’ha mollata un attimo, fin dalle prime passerelle. Babbo Obirity invece se ne è stato un po’ più in disparte: «Lui è molto religioso, non è che fosse tanto contento di questa cosa. Però poi quando ho vinto gli ha fatto piacere».Ci tiene Cioma anche a raccontare come è la sua Nigeria, come si vive là: «A Lagos, dove torniamo ogni tre anni in vacanza, ci vestiamo come qui. Minigonne, top, nessuno dice niente. Magari nei villaggi è diverso ma in città c’è libertà. E infatti nessuno dei nostri parenti si è scandalizzato quando hanno saputo del concorso. La vittoria poi è stata una festa anche per loro laggiù». Sicché la prossima volta che andrai là ti accoglieranno come una regina... «Eh, penso di sì. La mia famiglia è molto unita».Però non ti trasferiresti definitivamente in Nigeria...: «Abitare non penso, questo ormai è il mio ambiente. Anche se ci sono cose di quel mondo che apprezzo. Per esempio si guarda meno alle apparenze, ci sono meno chiacchiere ognuno si fa i fatti suoi». Nigeria per le vacanze quindi e America per lavorare: «Io vorrei fare la modella, là è più facile». Per ora c’è la fascia di Miss Livorno e gli esami da dare a settembre. «Ma la strada dei concorsi mi sembra una buona strada. Continuerò a farli e appena sarò maggiorenne parteciperò a Miss Italia».

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