Il Tirreno

Livorno

Il tweet di Zucconi: “Chi è causa del suo M5s pianga se stesso. Come il Pd di Livorno”

di Giulio Corsi
Il tweet di Zucconi: “Chi è causa del suo M5s pianga se stesso. Come il Pd di Livorno”

Il direttore di Radio Capital, storico inviato di Repubblica dagli States, rilancia il caso Livorno: “Dopo neanche tre mesi gli stellini si asfaltano tra di loro”. Intanto il “metodo Livorno” finisce nel mirino dei grillini toscani: convocati gli stati generali ma all’ultimo gli uomini di Nogarin danno forfait

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"Chi è causa del suo M5s, pianga se stesso. Come il Pd di Livorno". Così, con un tweet, Vittorio Zucconi, direttore di Radio Capital e Repubblica.it, una delle firme più prestigiose del giornalismo italiano, dà la sua lettura del caos politico che negli ultimi giorni sta travolgendo la città. Culminato col completamento della giunta dopo ben 78 giorni dall'elezione del sindaco Nogarin e con un rimpasto del rimpasto annunciato una settimana fa dal capogruppo grillino mentre il sindaco si trovava in ferie.

Un caos su cui soffia non solo il fuoco delle opposizioni, ma soprattutto il fuoco amico del grillismo toscano: perché una grossa fetta del movimento non condivide la metodologia delle nomine degli assessori e dei vertici delle partecipate. E sulla rete impazza la polemica. Al punto che stasera erano stati programmati gli stati generali del M5s toscano col "metodo Livorno" all'ordine del giorno. All'ultimo momento però i grillini livornesi hanno annunciato l'impossibilità di partecipare e l'incontro è stato rimandato a data da destinarsi mentre le polemiche lievitano.

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A ben vedere la stoccata dello storico inviato di Repubblica negli States, più che ai grillini livornesi, è per il partito democratico, responsabile di aver permesso al M5s di vincere le elezioni. Anche se poi in un altro tweet Zucconi concentra la sua attenzione solo sul mondo pentastellato: "Neanche tre mesi dopo il successo a Livorno, gli stellini già si asfaltano fra di loro".

La guerra interna al mondo grillino toscano è diventata un caso nazionale, uno dei principali argomenti di dibattito nell'intrecciatissima rete grillina. Oggetto del contendere è quello che nel mondo M5s ormai è stato ribattezzato "metodo Livorno" cioè il metodo delle nomine utilizzato dal sindaco nella selezione degli assessori e dell'unico amministratore di partecipate scelto finora, Marco Di Gennaro, candidato non eletto alle Europee con i 5 Stelle e "riciclato" all'Aamps, secondo le accuse di una parte del movimento. Ma nel "metodo Livorno" ci sta anche la diffida che il sindaco ha fatto ai meetup che lo contestavano, dunque, i rapporti di democrazia interni al movimento.

Il tema appassiona. E non potrebbe essere altrimenti visto che gli occhi dei 5 Stelle di tutta Italia sono puntati su Livorno dove il grillismo e i suoi valori sono messi alla prova dei fatti.

E' stato in occasione della nomina di Di Gennaro che i 5 Stelle toscani hanno deciso di approfondire una volta per tutte il "metodo Livorno". Tanto da convocare un incontro con tutti i meetup della regione, una sorta di stati generali del M5s per confrontarsi con i fedelissimi di Nogarin, ascoltarli, provare a chiarire una situazione che vede il movimento spaccato in due, tra chi chiede di dare tempo a Nogarin prima di giudicarlo, e chi gli chiede di fare mea culpa e marcia indietro.

L'appuntamento era fissato per stasera a Carrara, ma all'ultimo momento Andrea Morini, portavoce del sindaco e organizer del principale meetup cittadino, ha annunciato che i livornesi non potranno partecipare. Gli stati generali sono saltati (a data da destinarsi) e le accuse ai livornesi di sottrarsi ad un confronto sono lievitate.

Ma non basta. Domenica notte infatti sulle bacheche Facebook di tutti i gruppi Cinque Stelle della Toscana è comparsa - a firma della consigliera comunale M5s di Lucca Laura Giorgi - una dura presa di posizione. In cui parte del M5s lucchese contesta duramente il metodo delle nomine e chiede a Nogarin di rendere pubblica la selezione.

"Non ci piacciono l'incompetenza, la non partecipazione, la mancanza di trasparenza che abbiamo riscontrato a Livorno, quasi come se qualcosa di estraneo si stesse incuneando nel M5S, simile ad un altro Pd. La commissione deve fornire i verbali e la lista degli intervistati. Altrimenti la trasparenza va a farsi friggere. Per non parlare del merito delle scelte fatte. Abbiamo già chiesto una parola chiarificatrice a Nogarin, per adesso non abbiamo avuto risposta. Proponiamo a Nogarin, se l'attuale commissione non pubblicizza verbali e documentazione a sostegno delle scelte fatte, di nominare una nuova commissione che riesamini i 900 curriculum inviati".

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