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Livorno

Il metodo Livorno finisce nel mirino dei grillini toscani

LIVORNO. I detrattori interni lo chiamano “metodo Livorno”. Ed è diventato il principale argomento di dibattito nell’intrecciatissima rete grillina. Per “metodo Livorno” gli attivisti pentastellati...

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LIVORNO. I detrattori interni lo chiamano “metodo Livorno”. Ed è diventato il principale argomento di dibattito nell’intrecciatissima rete grillina.

Per “metodo Livorno” gli attivisti pentastellati intendono il metodo delle nomine utilizzato dal sindaco nella selezione degli assessori e dell’unico amministratore di partecipate scelto finora, Marco Di Gennaro, candidato non eletto alle Europee con i 5 Stelle e “riciclato” all’Aamps, secondo le accuse di una parte del movimento. Ma nel “metodo Livorno” ci sta anche la diffida che il sindaco ha fatto ai meetup che lo contestavano, dunque, i rapporti di democrazia interni al movimento.

Il tema appassiona. E non potrebbe essere altrimenti visto che gli occhi dei 5 Stelle di tutta Italia sono puntati su Livorno dove il grillismo e i suoi valori sono messi alla prova dei fatti.

E’ stato in occasione della nomina di Di Gennaro che i 5 Stelle toscani hanno deciso di approfondire una volta per tutte il “metodo Livorno”. Tanto da convocare un incontro con tutti i meetup della regione, una sorta di stati generali del M5s per confrontarsi con i fedelissimi di Nogarin, ascoltarli, provare a chiarire una situazione che vede il movimento spaccato in due, tra chi chiede di dare tempo a Nogarin prima di giudicarlo, e chi gli chiede di fare mea culpa e marcia indietro.

L’appuntamento era fissato per stasera a Carrara, ma all’ultimo momento Andrea Morini, portavoce del sindaco e organizer del principale meetup cittadino, ha annunciato che i livornesi non potranno partecipare. Gli stati generali sono saltati (a data da destinarsi) e le accuse ai livornesi di sottrarsi ad un confronto sono lievitate.

Ma non basta. Domenica notte infatti sulle bacheche Facebook di tutti i gruppi Cinque Stelle della Toscana è comparsa - a firma della consigliera comunale M5s di Lucca Laura Giorgi - una dura presa di posizione. In cui parte del M5s lucchese contesta duramente il metodo delle nomine e chiede a Nogarin di rendere pubblica la selezione.

«Non ci piacciono l’incompetenza, la non partecipazione, la mancanza di trasparenza che abbiamo riscontrato a Livorno, quasi come se qualcosa di estraneo si stesse incuneando nel M5S, simile ad un altro Pd. La commissione deve fornire i verbali e la lista degli intervistati. Altrimenti la trasparenza va a farsi friggere. Per non parlare del merito delle scelte fatte. Abbiamo già chiesto una parola chiarificatrice a Nogarin, per adesso non abbiamo avuto risposta. Proponiamo a Nogarin, se l'attuale commissione non pubblicizza verbali e documentazione a sostegno delle scelte fatte, di nominare una nuova commissione che riesamini i 900 curriculum inviati». (giu.co.)

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di Redazione web