Il Tirreno

Livorno

Altro che “Premio”, alla Rotonda è tornato a vincere il degrado

di Giorgio Carlini
Altro che “Premio”, alla Rotonda è tornato a vincere il degrado

In attesa che lo Chalet liberty venga assegnato e ristrutturato, nel parco riecco la sporcizia, sono comparse nuove scritte e le recinzioni sono state divelte

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LIVORNO. In attesa di capire se e quando partiranno i lavori che la precedente amministrazione comunale aveva appaltato, dopo mille difficoltà, a un’associazione di imprese livornesi, lo Chalet della Rotonda d'Ardenza sembra essere caduto ancora una volta nel dimenticatoio. Dopo la parentesi del Premio Rotonda, un velo di malinconia ha nuovamente ricoperto ciò che un tempo era il fiore all'occhiello della città.
Lo Chalet è tornato in mano ai graffitari: sui pannelli che circondano la palazzina (in condizioni fatiscenti) sono comparse nuove scritte e disegni realizzati con le bombolette spray. Le recinzioni che circondano la struttura, inoltre, sono in parte divelte da un lato.
Lungo l'area verde regna invece la solitudine: per terra ci sono le cartacce lasciate da chi con il proprio comportamento irresponsabile contribuisce al degrado, mentre appena un paio di giorni fa sono stati tolti (finalmente) i pannelli in legno e le transenne che restavano dalla conclusione del Premio Rotonda. In un quadro così sconsolato c'è persino chi ha fatto della Rotonda un ripostiglio per le sdraio: a un albero, con tanto di lucchetti e catene, sono legati alcuni lettini, usati probabilmente da chi si reca al mare e poi riposti lì, come se quel giardino fosse la cantina di casa.
Sullo Chalet, ricordiamolo, si sono addensate le nubi di una nuova causa giudiziaria Così, in attesa della decisione del giudice e dell'avvio dei lavori, la Rotonda resta il fantasma di se stessa. Una storia che si trascina da tropi anni.  Un’eredità difficile per la nuova giunta Nogarin.
 

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