Gioco
Miss Cioma si racconta: «A Livorno ci sono nata e la amo, ma sogno di fare la modella in America»
Il Tirreno a casa Ukwu: intervista alla reginetta labronica di origini nigeriane eletta sabato scorso e vittima di alcuni insulti razzisti sul web
LIVORNO. Cioma Ukwu nel suo abitino bianco sembra ancora più bambina di quello che è. 15 anni, altissima, divertita ma anche un po’ impacciata in questo nuovo ruolo di reginetta della discordia, gli occhi truccati e le scarpe sportive, la fascia di Miss Livorno appesa al muro del salotto accanto alla foto di mamma Tina e di babbo Obirity il giorno delle nozze, in Nigeria: belli tutti e due, lei con un vaporosissimo abito bianco, lui in completo scuro. Ambedue nigeriani, partiti insieme per l'Italia ormai 20 anni fa, per motivi di lavoro.
«Le offese razziste? Non mi toccano minimamente guarda, magari fossi stata un altro tipo ci sarei rimasta malissimo, lo so. Ma io sono abituata a fregarmene dei giudizi della gente. Siamo nel 2014, queste persone dovrebbero imparare ad avere una mentalità più aperta».
L’accento livornese di Cioma (che all’anagrafe è scritto Chioma, ma lei preferisce togliere quell’acca per una questione di pronuncia) è marcatissimo: «Io sono livornese, ho fatto tutte le scuole qui, e quindi non capisco proprio tutti questi discorsi, non era mica Miss Livorno Bianca...».
Ma pensavi di vincere?
«No, perché davvero c’erano bimbe che per me erano più belle, io avrei votato un’altra per esempio, che mi piace un sacco. Anche mamma pensava che non avrei vinto perché sono nera. Invece...». Invece la coroncina da miss è sul cassettone e la signora Tina è felice: «Spero che possa realizzare i suoi sogni, fare la modella. ma prima di tutto deve studiare, diplomarsi. E voglio che faccia l’università. Glielo dica anche lei che è importante studiare». Sì, Cioma, effettivamente è importante, poi tu sogni l’università negli Stati Uniti, devi riuscire ad avere dei bei voti in Italia... «Eh, invece quest’anno non è andata troppo bene, ho quattro debiti, dovevo impegnarmi di più. Comunque ho studiato, spero di farcela. Forse non ho proprio azzeccato scuola, vado al Vespucci ma alcune materie non mi piacciono tanto. Dopo gli esami di settembre vedrò che fare».
A Livorno comunque ti trovi bene?
«Certo, è la mia città. E non ho mai avuto problemi di razzismo. I miei amici possono fare delle battute, tipo “è buio, dai sorridi, sennò non ti si vede” ma perché sanno che sul colore della mia pelle sono la prima a scherzarci. Infatti su Facebook ad offendermi sono stati in pochi e a difendermi in tantissimi. Per me la questione è chiusa».
VIDEO / Parla Miss Livorno: "Sono livornese come le altre ma sogno l'America"
(Video di Rachele Campi)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
