Sicurezza
«La diffida di Nogarin è solo una ragazzata»
LIVORNO. Stamani - col consiglio comunale fissato alle 8.30 - riprenderà (si spera) la vera attività politica cittadina. Il sindaco dovrebbe presentare i due nuovi assessori e chiarire i motivi del...
LIVORNO. Stamani - col consiglio comunale fissato alle 8.30 - riprenderà (si spera) la vera attività politica cittadina.
Il sindaco dovrebbe presentare i due nuovi assessori e chiarire i motivi del rimpasto di giunta che dopo neanche due mesi dalla nomina ha svuotato l’incarico di Alessandro Aurigi, rimasto titolare di un’urbanistica vuota.
Può darsi che Nogarin decida di affidare ad Aurigi i temi della portualità, che inizialmente si era tenuto per sè, sostenendo che si trattava di partita troppo importante.
Ma come noto, il sindaco è in prima linea anche sul fronte interno ai Cinque Stelle, nella diatriba con due meetup dissidenti, che attraverso l’avvocato Francesca Zanghi, Nogarin aveva diffidato dall’utilizzo del simbolo M5s e del nome Beppe Grillo. Una guerra a colpi di carte bollate che ha calamitato sul primo cittadino le critiche di tanta parte del grillismo extralivornese (la posizione più dura è arrivata da un importante meetup romano).
La questione ieri è tornata ad incendiarsi. Perché Marco Valiani, il leader dei cosiddetti dissidenti (finito nel mirino per aver criticato le scelte di alcuni assessori), ha scritto un lungo messaggio, rilanciato sui siti dei Cinque Stelle di mezza Italia, in cui definisce la diffida del sindaco “una ragazzata”.
«Il possesso del simbolo 5 Stelle è di esclusiva proprietà del signor Giuseppe Grillo che concede ad ogni capolista l’uso del simbolo e del nome “Beppe Grillo” solo in occasione delle “tornate elettorali”. Al termine delle elezioni tale utilizzo ritorna al legittimo proprietario - è il messaggio di Valiani e del 5 Stelle meetup ufficiale lista certificata -. E’ proprio per l’esclusività di questo diritto che la diffida fatta dal Sindaco Nogarin non ha senso e rispondergli significava dare importanza ad un grossolano errore: il signor Nogarin non è il capo del M5S di Livorno, ma è il portavoce di tutti gli attivisti M5S e per estensione, se si rispetta i principi del M5S, il sindaco Nogarin non è il capo dei cittadini livornesi, ma è il portavoce di tutti i cittadini livornesi. Così come lo sono tutti i consiglieri pentastellati».
Il meetup che fa capo a Valiani insomma continuerà a usare simbolo M5s e nome Beppe Grillo. «Per tutti questi motivi la diffida fatta dal signor Nogarin non ha valore. L’unico che la può fare è Beppe Grillo che, nel caso ritenesse che abbiamo mancato ed infangato il suo nome o il Movimento 5 Stelle, ha tutto il diritto di farlo e alla cui richiesta noi ci ritireremo in buon ordine».
(giu.cor.)
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