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I precedenti: lo striscione contro Israele e il volantino apparso in via Verdi
Prima lo striscione anti Israele sugli Scali del Refugio, dove ha sede il centro sociale, poi il volantino antisemita in via Verdi, vicino alle due “pietre d’inciampo” che ricordano la deportazione...
Prima lo striscione anti Israele sugli Scali del Refugio, dove ha sede il centro sociale, poi il volantino antisemita in via Verdi, vicino alle due “pietre d’inciampo” che ricordano la deportazione nel 1943, e l'assassinio ad Auschwitz un anno dopo, di Raffaello e Enrico Menasci, padre e figlio ebrei-livornesi. Due precedenti importanti che interpretano il sentimento antisemita che è emerso in città nelle ultime settimane, contemporamente all’accendersi e acuirsi nel conflitto israelo-palestinese nella striscia di Gaza.
La storia dello striscione inizia nei giorni di Effetto Venezia, quando nel cuore del quartiere, sul muro del centro sociale del Refugio, gestito da esponenti degli ambienti anarchici, appare quella grossa scritta che recita: “Fermare il genocidio a Gaza. Israele vero terrorista”. Lo striscione viene rimosso la sera dell’8 agosto, dopo due settimane, dopo esser diventato un caso diplomatico: l’ambasciatore d’Israele in Italia, Naor Gilon, aveva scritto al sindaco Filippo Nogarin.
Il volantino dal contenuto anti-israeliano, a firma di un sedicente “Movimento Cristiano per i popoli oppressi”, invece è comparso la scorsa settimana in città, sul muro di via Verdi. Per il luogo scelto per l’affissione, oltre che per il contenuto, il volantino è stato giudicato avere una valenza antisemita. «Stop al massacro dei palestinesi - era scritto nel volantino - Lo Stato di Israele ha ereditato la crudeltà e la cattiveria del carnefice Hitler?! La leggenda del conte Dracula!!! Seppure eliminato la sua malvagità continuata trasmessa alle sue vittime come un virus indelebile». Scritta denunciata da Guido Guastalla.
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