Sicurezza
"W Hamas": scritta anche in via Grande. Imbrattato il Duomo ed altre tre chiese
La scritta a San Giovanni Bosco è stata fatta durante la messa delle 10.30, mentre al Rosario è apparsa in serata. Tutte realizzate con vernice spray rossa. La questura incarica l'Aamps di ripulire quelle in Venezia e piazza Grande. L'assessore Gordiani: "Gesto più che deprecabile da parte di teppisti"

LIVORNO. "W Hamas": una scritta in via Grande, lato porto, si aggiunge alle quattro chiese di Livorno prese di mira e imbrattate con la vernice rossa. L'ultima scritta è comparsa lunedì mattina per terra davanti al negozio Piccadilly in via Grande, a pochi passi dalla questura. La quarta invece era spuntata davanti alla chiesa del Rosario, dopo quella all'ingresso della chiesa San Giovanni Bosco di Coteto, che si era aggiunta a sua volta alle due scoperte domenica mattina sulle scale del sagrato del Duomo e davanti all'ingresso della chiesa di Santa Caterina, in piazza dei Domenicani. Il parroco don Luciano Musi (Coteto) ha fatto rimuovere la scritta dai parrocchiani.
Si tratta di cinque scritte fotocopia, fatte con uno spray rosso, le prime due apparse domenica mattina 24 agosto in piazza del Duomo ai piedi delle scale che conducono alla cattedrale nel quartiere Venezia, la terza vergata probabilmente durante la messa delle 10.30, la quarta in serata di domenica.

L'unica certezza sembra che siano state eseguite dalla stessa mano. E quasi certamente sono state fatte nella notte, almeno quelle in Venezia e in piazza Grande. La scritte inneggiano al movimento islamico Hamas, espressione del nazionalismo palestinese. E arrivano dopo il volantino antisemita trovato dalla polizia in centro e dopo le polemiche legate allo striscione contro Israele esposto in Venezia sugli Scali del Refugio, davanti al centro sociale, dai giorni di Effetto Venezia, dove è rimasto fino a metà agosto. Sul caso indaga la polizia.
E nel pomerigio di domenica, la Questura ha disposto ad Aamps, “per ragioni di ordine e sicurezza pubblica”, la rimozione immediata delle scritte con vernice spray “W Hamas”. L’intervento è stato realizzato con la massima attenzione per riportare “a lucido” i gradoni del monumento senza deturparli. I tecnici specializzati, sotto la direzione di Aamps, hanno operato con scrupolo avvalendosi di un compressore con getto d’acqua ad alta pressione e bicarbonato senza incidere sul marmo limitandosi, così, ad eliminare la tintura.
Sul posto, insieme ai tecnici di Aamps, si è recato anche l’assessore all’Ambiente del Comune di Livorno Giovanni Gordiani che ha voluto condannare l’accaduto: “Si è trattato di un gesto più che deprecabile da parte di teppisti su cui le forze dell’ordine stanno già indagando. Sull’intervento di ripristino aggiungo che, per evitare che rimanesse traccia della scritta, abbiamo proceduto a pulire il gradone non solo nella parte imbrattata ma nella sua interezza. Ringrazio i tecnici di Aamps per il pronto intervento”.
Foto: la scritta comparsa in via Grande

Le indagini. Gli investigatori stanno analizzando le immagini delle telecamere del centro, a partire da piazza Grande e via Grande, fino a quelle di negozi e banche nei paraggi. L’obiettivo è raccogliere più elementi possibili per rintracciare gli autori. La Digos ha inviato la notizia di reato in Procura: si procede per imbrattamento, ma non è escluso che venga contestata anche l’apologia del terrorismo. Gli episodi, per gli investigatori, potrebbero essere in qualche modo collocati sulla stessa scia di gesti anti Israele successi in città nei giorni scorsi quali lo striscione e il volantino. Su questo punto sono in corso indagini.
Razzauti: no a chi inneggia al terrorismo. «È una persona malata chi inneggia al terrorismo: è una cosa che non può e non deve esistere». Queste le prime parole di commento di don Paolo Razzauti, vicario del vescovo. Ieri mattina, appena appresa la notizia, il monsignore ha avvisato don Simone Giusti per email, dicendogli che avrebbe preso in mano lui la situazione. «Credo che il conflitto tra Israele e Palestina - dice il vicario del vescovo al Tirreno - sia una realtà molto importante e molto dura, ma resta il fatto che Hamas è un terrorista, e questo va detto in tutti i modi. La pace non arriva proprio a causa di questo terrorismo, dietro il quale si celano le organizzazioni che producono e vendono armi che hanno interesse che la guerra proceda».

Don Paolo analizza il ruolo della Chiesa in questo contesto: «È bastato che il Papa facesse un incontro di pace, e il terrorismo è rispuntato. Noi in Italia lo abbiamo combattuto con tutte le nostre forze: è un male che non porta a niente. Guardiamo cosa è successo in Ucraina, dove è stata colpita una chiesa cristiano-ortodossa, con diversi fedeli morti. È evidente che ora la Chiesa è stata presa di mira perché s’è schierata a favore della pace, ma questo succederà sempre e comunque. Nella nostra comunità le persone possono sbagliare. Tuttavia, nonostante la morte di tante ideologie, la Chiesa continua a esistere perché c’è qualcosa di più grande. Per di più, nell’ambito livornese, è stato danneggiato un monumento come il Duomo, da poco ristrutturato dal Comune, che è patrimonio di tutti».
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