Gioco
Porto 2000, l’alt della Rsa «Così è un regalo ai privati»
La rappresentanza sindacale: prima ancora di fare il bando di vendita l’Authority pensa a una governance che non sia più in mano pubblica
LIVORNO. «Prima ancora di ridefinire lo statuto societario e di preparare il bando di gara della Porto 2000, la proprietà ha stabilito che la governance sarà privata e non pubblica,il che significa che il privato avrà nella futura società il pieno potere di controllo». Parola delle rappresentanze sindacali della società pubblica (in mano per il 72% all'Authority e per il 28% alla Camera di commercio) che gestisce il porto passeggeri sia sul fronte crociere che su quello dei traghetti. È l'esito del faccia a faccia che nei giorni scorsi hanno avuto i sindacati aziendali con Massimo Provinciali, segretario generale dell'Authority. Da quell'incontro i sindacati hanno ricavato l'idea che «la privatizzazione della Porto 2000 è a tutti gli effetti espressione della volontà politica dell'Autorità portuale».
La Rsa ricorda il proprio appello al buon senso nello striscione esposto durante il presidio a Palazzo Rosciano: «Per buon senso intendiamo l'insieme delle valutazioni e delle distinzioni tra il logico e l'illogico,tra l'opportuno e l'inopportuno per la messa in campo delle strategie giuste in funzione degli obiettivi da conseguire». Tradotto: per i sindacati aziendali l'Authority sta avviando il processo di privatizzazione «senza alcun buon senso».
Nel mirino, ad esempio, il valore della società: il sindacato cita «stime non ufficiali non amiche degli armatori» che indicano un valore di vendita della Porto 2000 «dai 15 ai 18 milioni di euro». Però, siccome secondo la Rsa «a quelle cifre nessuno mai comprerebbe un'attività senza banchine e infrastrutture», ecco che «si regala a 7 milioni creando i presupposti per forme speculative di patrimonio pubblico». È il motivo per cui il sindacato aziendale ripete una sottolineatura già fatta tante volte: altrove le privatizzazioni «sono giunte solo dopo aver concesso le banchine e aver avviato gli sviluppi infrastrutturali in modo da valorizzare e patrimonializzare prioritariamente la società interessate». Cioè «l'esatto contrario di ciò che verrà fatto da noi».
La Rsa respinge al mittente l’idea di quanti disegnano «la privatizzazione come una "passeggiata"» e si stupiscono di preoccupazioni e iniziative sindacali, «giudicandole addirittura dannose per l'arrivo dei potenziali acquirenti». Ma la Rsa invita a ripercorrere «la storia delle privatizzazioni del nostro paese (autostrade, energia, telecomunicazioni) e a constatarne gli effetti sul fronte occupazionale». È la ragione per cui «la clausola di salvaguardia occupazionale votata all'unanimità proprio nell'ultimo comitato portuale sarà d'ora in poi il punto da cui partire». Compresi gli accordi sulla stagionalità.
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