Il Tirreno

Livorno

Bimba down si perde nel bosco: salvata

di Lara Loreti
Bimba down si perde nel bosco: salvata

La piccola, 8 anni, ha perso l’orientamento a Procchio: un vigile del fuoco libero dal servizio l’ha riportata dai genitori

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PORTOFERRAIO. Un sorriso, luminoso e delicato come petali di girasole. Quello di una bambina down di 8 anni che si è persa nel bosco, e che viene ritrovata da un pompiere. «Vieni, sei il mio salvatore, ti aspettavo». Con queste parole la piccola accoglie quell’uomo in divisa, che, pur libero dal servizio, si è inoltrato nel folto delle frasche di Procchio, all’Elba, mentre i raggi illuminano la banda catarifrangente dell’uniforme ignifuga. Lui la prende in braccio e commosso la porta in salvo, dai suoi genitori, che da tre ore l’aspettano in apprensione. Lei non ha più le ciabattine da mare, le ha perse camminando sul terriccio. E così si affida alle braccia forti di quell’uomo che l’ha ritrovata grazie all’esperienza, ma soprattutto alla sua sensibilità.

Un soccorso emozionante che ha l’odore acre dei lecci e il sapore dolce del lieto fine. Sono le 13 di ieri pomeriggio, siamo a Procchio, uno dei posti più affascinanti dell’isola d’Elba. La piccola turista di origini campane è in vacanza in un residence insieme ai suoi genitori. Il sole sembra aver rischiarato anche i suoi capelli, così biondi da sembrare bianchi. Ha lo sguardo delicato e buono, e il temperamento socievole e scherzoso tanto che, come raccontano babbo e mamma, spesso lei scherza con loro giocando a nascondino. La famiglia è andata al mare e sta rientrando in hotel quando, nel salire le scale, la piccina si blocca terrorizzata: una lucertola le ha attraversato la strada. Spaventata, scappa via. L’albergo è circondato dalla fitta vegetazione tipica della macchia mediterranea: lei si inoltra nel bosco e, nel giro di pochissimi istanti, scompare dalla vista dei genitori. Loro provano a seguirla, ma lei è una freccia e fa perdere alla svelta le sue tracce. Non è un gioco: la piccola è sparita.

Scatta l’allarme: forze dell’ordine, vigili del fuoco, forestale. La centrale operativa del 115 da Livorno coordina il difficile soccorso. Ricerche lunghe ore, tra la vegetazione rigogliosa del bosco. Dopo tre ore di tentativi vani, sta per alzarsi anche l’elicottero della Regione. La bimba va trovata prima che faccia buio. E più passa il tempo, più il sole cala mentre l’ansia cresce.

Ma il tramonto non ha ancora fatto i conti con il “salvatore”, che, forse non a caso si chiama, Emanuele, Dio con noi. Un giovane vigile del fuoco, fresco di studi e di nomina, 35 anni, da poco assegnato al distaccamento di Portoferraio, che è anche la sua città. Libero dal servizio, è lui a farsi avanti e a rivolgersi al suo caposquadra, mettendo in campo tutte le sue risorse, a partire dall’amore per il suo lavoro e dalla generosità. Emanuele ha anche un jolly: nella sua vita ha approfondito lo studio del tema del comportamento dei down. «Ho letto che in caso di pericolo queste persone tendono a salire, cercando una via di fuga e di salvezza verso l’alto - dice al suo caposquadra - Io credo di sapere dove può essere la piccola. Posso fare un tentativo e unirmi alle vostre ricerche?». Il “sì” è solo una formalità. E il rito della vestizione è avviato. Emanuele si mette la divisa e comincia a cercare la bimba. Sale nel bosco, nel sentiero sterrato, verso il cimitero. E dopo una breve, ma intensa ricerca, la trova. Lei è scalza, seduta su una pietra. È come se fosse lì ad aspettarlo. «Sei il mio salvatore», gli dice prima di affidarsi a lui, con quella semplicità e quel sorriso che così bene descrivono le parole di Susanna Tamaro, nella prefazione alle foto di Oliviero Toscani in una vecchia campagna della Benetton: «Dalla mia finestra vedo colline, campi, boschi e, sullo sfondo, la sagoma scura di un vulcano spento. Ai campi di grano si alternano distese di girasoli. Ho sempre amato questi fiori per la loro testarda allegria, per la docilità con cui seguono il sole. Accanto a me sul tavolo i sorrisi di questi bambini, di questi ragazzi. Altri piccoli soli che illuminano la mia stanza...».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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