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Livorno

L’appello-strigliata di don Paolo al sindaco grillino: «Caro Filippo, da lunedì inizia a governare»

L’appello-strigliata di don Paolo al sindaco grillino: «Caro Filippo, da lunedì inizia a governare»

Dal proprio profilo Facebook monsignor Paolo Razzauti rivolge al sindaco di Livorno un appello che è anche una strigliata (con amicizia): «Inizia a governare la città libero da legacci e legaccini, il sindaco sei tu»

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LIVORNO. «Per favore salviamo Livorno ! Da una parte abbiamo certi “nostalgici” che non sanno accettare la sconfitta; dall'altra persone che fanno proclami ma non hanno esperienza di “governare”. Da una parte chi ha "distrutto" una città e dall’altra chi non riesce a proporre idee per “rinnovarla”». Come al solito monsignor Paolo Razzauti – per tutti semplicemente “don Paolo” – il proprio appello-strigliata lo fa non dal pulpito bensì dal profilo Facebook. Si rivolge al sindaco Nogarin («ci conosciamo da oltre venti anni, ti stimo come persona»), lo fa per chiedergli «una cosa soltanto»: «Inizia a "governare" la città libero da legacci e legaccini».

 

 

Non dev’essere affatto casuale ogni riferimento a ll’ennesimo intoppo di queste prime settimane della nuova giunta pentastellata con la gaffe sulla nomina dei due nuovi assessori annunciata dal capogruppo M5S anziché dal sindaco. «Il sindaco sei tu, la gente – dice don Paolo – non ha votato un partito o un movimento ma ha votato te contro una certa "politica"». Il sacerdote – che invita Nogarin a scegliere tra i propri collaboratori «anche qualche livornese (ce ne sono di bravi ed intelligenti e, soprattutto, che conoscono le realtà che devi e dovrai affrontare)» – chiede al sindaco di prendere in mano le redini e andare avanti: «Livorno ha bisogno di concretezza e non di "fantasia" o di "nostalgia"».

 

Il sacerdote incassa un apprezzamento che sarebbe sciocco definire bipartisan. Basti dire che lo sottoscrive un ex consigliere comunale di Rifondazione comunista come Otello Chelli («mi associo in toto a quanto chiede Paolo Razzauti»). Idem anche per un’altra ex di Palazzo civico come la diessina Silvia Fugi («Livorno merita di essere amata. Di un amore profondo e non frivolo. Sono stufa della superficialità di vincitori e vinti. Sento il bisogno di un po' di sana pesantezza di idee, progetti, contenuti. L'eccesso di leggerezza in Politica sta paradossalmente diventando un fardello insopportabile»). Senza contare il post di Davide Cecio, ex leader della Margherita labronica («io ti ci taggo Filippo Nogarin, perché il futuro di Livorno passa soprattutto dalla capacità di ascoltare, e quella è una prerogativa che spesso in politica la si affoga nella presunzione di sapere tutto, con l'amicizia che sai...»).

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