Italia
Filt: occhio al rischio autogol dopo l’arrivo di Msc in porto
Il sindacato teme che nelle aree Lorenzini nasca un secondo terminal contenitori «Bisogna aumentare investimenti e traffici, non la concorrenza fratricida»
LIVORNO. «Gli strumenti di programmazione del porto non prevedono la frammentazione delle attività». Proprio per questo il sindacato Filt Cgil ha acceso i fari sull’«ingresso di uno dei più importanti armatori al mondo (Msc) nella società Lorenzini»: «Ancora non ci è chiaro quali siamo i programmi di sviluppo della società Lorenzini» dopo che ha fatto ingresso tra gli operatori del nostro porto un gigante «con potenzialità enormi in termini di investimenti».
Dov’è il problema? Nel fatto che il sindacato sembra temere la nascita di un secondo terminal contenitori. E questo anziché esser foriero di sviluppo e occupazione si teme possa trasformarsi in un boomerang. Non a caso, la Filt insiste a ricordare che «la comunità portuale conosce bene gli elementi che hanno causato e potrebbe causare un ulteriore impoverimento per il nostro sistema portuale». E il motivo è sempre lo stesso, giurano dal quartier generale dell’organizzazione di categoria: colpa della concorrenza «tutta interna al porto» che «sta producendo danni all’occupazione e alla stabilità dei posti di lavoro».
Non è una preoccupazione astratta: la Filt Cgil guarda a quel che sta avvenendo «nel mondo dei ro-ro, dove sono presenti quattro aziende». Lo dice sottolineando due aspetti: 1) si chiede una accelerazione sulle previsioni di piano regolatore «anche in termini di maggior organizzazione degli spazi portuali»; 2) si ritiene che la gestione del porto possa «realizzare sul settore ro-ro quella sorta di “terminal unico” rendendo più efficiente il porto e superando quelle situazioni in cui aziende non in grado di investire e di garantire buona occupazione» siano “spinte” ad agire come imprenditori ottocenteschi...
Il sindacato ricorda che «ad oggi a Livorno esisten un solo terminal contenitori strutturato che occupa oltre 300 lavoratori diretti». Di più: è una azienda che, «come prevede il contratto nazionale, utilizza in modo corretto gli strumenti della discussione/trattativa con le organizzazioni sindacali compiutamente, anche in termini di contrattazione di secondo livello».
Ecco perché, per scongiurare le preoccupazione che alla fine ci si ritrovi a fare i conti con una concorrenza tutta al ribasso giocata sulla pelle dei lavoratori, la Filt Cgil dice che dall’arrivo di Msc nella società Lorenzini si aspetta «un aumento complessivo dei volumi di traffico» con «ricadute positive» anche sull’occupazione così come sugli investimenti («ci aspettiamo arrivino, in tandem con quelli pubblici, anche per l’ammodernamento del nostro scalo»).
Altro che solo altolà e stop, la Filt vuol mostrare il volto di un sindacato che sa anche costruire sviluppo. Ed allora ecco che ricorda il caso della concessione della società Scotto sul Molo Italia: «Aveva in programma assunzioni e investimenti», ma «si è persa nei meandri della burocrazia dopo la delibera votata dal comitato portuale oltre 13 mesi fa».
Il sindacato, dopo essersela la presa con le bozze di riforma che accorpano le Authority ma «poco o nulla» fanno sul fronte del lavoro, striglia gli enti locali perché lavorino «celermente» riguardo alle loro competenze in fatto di programmazione territoriale. E poi lancia un invito: si allarghi al Comune di Collesalvetti la discussione sulla programmazione portuale. Un segnale: Colle da tempo ha chiesto di entrare nell’Authority ma finora, dopo l’ingresso di Palazzo Rosciano nell’interporto, si è mosso poco...
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