Il Tirreno

Livorno

E ora il Comune minimizza «Solo un eccesso di zelo»

E ora il Comune minimizza «Solo un eccesso di zelo»

Replica affidata all’Ufficio del portavoce del sindaco: nient’altro che incomprensione «Macché spartizioni o amicopoli, sono risibili e pretestuose le accuse delle opposizioni»

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LIVORNO. «Non esiste nessun caso, nessun conflitto, tra sindaco e gruppo consiliare di maggioranza sulla questione assessori». L’Ufficio del portavoce del sindaco prova a buttare acqua sul fuoco per chiudere quanto prima la tempesta nata dal modo surreale con cui è stato gestito l’annuncio dell’arrivo di due nuovi assessori (Gianni Lemmetti al bilancio e Paola Baldari all’urbanistica). Senza contare che poco dopo si è stati costretti a chiarire che la delega all’urbanistica «rimane all’assessore Alessandro Aurigi», svuotandola però di edilizia privata e piano strutturale (affidati a Baldari).

Insomma, tanto rumore per nulla, giurano le fonti ufficiali del Palazzo. Anche se tanto “nulla” non è, visto che si tratta di due assessorati-chiave nella mappa del governo locali: 1) in una fase di drastica riduzione dei soldi agli enti locali è fondamentale il ruolo di chi ha la responsabilità dei conti; 2) è stato messo sulla rampa di lancio l’iter del nuovo piano regolatore, e sapere chi ne avrà la regia operativa è tutt’altro che secondario.

Comunque sia, l’Ufficio del portavoce ce la mette tutta per sottolineare che «la selezione degli ultimi due tasselli della giunta Nogarin è arrivata a termine di un percorso condiviso e partecipato in toto». Per essere più espliciti: «il gruppo consiliare non ha quindi forzato, né imposto alcunché». E allora cos’è stata quella mail mandata dal capogruppo Bastone all’una di notte con il sindaco in ferie? Palazzo civico la derubrica a meno d’una svista: «È stato semmai un eccesso di zelo, di volontà di avere sempre più una politica intesa alla massima trasparenza – viene sottolineato nella nota ufficiale – ad aver portato il capogruppo a comunicare via mail i nominativi, anziché annunciare che alla prossima riunione dei capigruppo (prevista per lunedì 25 agosto) il sindaco avrebbe comunicato alle forze politiche i nuovi ingressi in giunta».

L’Ufficio del portavoce ammette che forse è anche qualcosa di più d’un semplice eccesso di zelo: dice che l’iter è stata «sicuramente irrituale e forse apparentemente poco rispettoso di un iter istituzionale», ma se le forme non sono state salvate, si deve almeno puntare a salvare sindaco e capogruppo. Come? Dicendo che «si è trattato di un'incomprensione e niente più». Anche perché – e qui di fatto la replica di Palazzo civico vuol passare dalla forma alla sostanza – «l'interesse della maggioranza è stato, è e sempre sarà rispondere solamente alle necessità dei cittadini».

Ma la dichiarazione messa nero su bianco dall’Ufficio del portavoce del sindaco non finisce qui, in mezzo alle petizioni di principio. Va all’attacco delle forze di opposizione che non hanno risparmiato le critiche:«Appaiono dunque risibili e pretestuose le accuse di alcuni esponenti politici, su presunte logiche spartitorie e di fantasmagoriche amicopoli». E se nel primo caso l’aggettivo sembra richiamare l’attacco di Ruggeri (Pd) che aveva accusato i pentastellati di essere «interessati a spartirsi gli assetti di potere», il riferimento a favoritismi agli amici può essere interpretato come una risposta velenosa a Marco Cannito (che pure al ballottaggio, anche se lasciando libertà di coscienza al proprio elettorato, aveva puntato su Nogarin, ma adesso sta attaccando ad alzo zero la giunta grillina).

Dice la nota: «Le istituzioni non sono mai di parte ma rappresentano tutta la città». E aggiunge: «Non partendo da giunte “prefabbricate”, questa tempistica si è resa alla fine necessaria, avendo adottato un iter differente con il ricorso alla selezione pubblica tramite curriculum». Resta il fatto che una nuova svista sta nel titolo che l’ufficio municipale dà alla propria nota. Si smentisce il «conflitto d’interesse fra sindaco e gruppo consiliare» ma forse sarebbe stato meno assurdo parlare di conflitto politico o istituzionale.

Mauro Zucchelli

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