Gioco
Raspanti: così si rischia di far finire tutto nel ridicolo
Il leader di Buongiorno Livorno chiede che si faccia chiarezza su chi decide «In assenza dell’assessore al bilancio, chi ha scritto il documento-chiave?»
LIVORNO. «Buongiorno Livorno aspetta una dichiarazione ufficiale da parte del sindaco». Così, Andrea Raspanti, capogruppo in consiglio comunale della “squadra” buongiornista, taglia corto sul giallo delle nuove nomine degli assessori, anche se non manca la freccia al vetriolo scoccata in direzione dei Cinque Stelle.
«Con queste comunicazioni che non seguono l'iter predisposto si rischia di esporre a ridicolo agli occhi della città l'intera amministrazione», continua Raspanti. E aggiunge una sfilza di interrogativi: «Chi è che decide? Chi comanda: Il sindaco? o forse il gruppo del consiglio comunale? o magari i meetup? e quali dei due gruppi? Qui non si capisce».
Andrea Raspanti, che con la sua coalizione di sinistra era arrivato terzo al primo turno delle amministrative con pochissimo scarto rispetto al M5S, lascia intendere il pressapochismo con cui si sta muovendo la nuova amministrazione.
«In attesa di una comunicazione ufficiale da parte del sindaco Nogarin, come gruppo di Buongiorno Livorno vorremmo fare chiarezza sui contenuti spostando l'attenzione su una questione politica», tiene a sottolineare: «In assenza di un assessore al bilancio chi ha redatto il documento-chiave (“Dup”) che verrà depositato lunedì in comunale?».
Cosa è il Dup? Si tratta del documento unico di programmazione, nel quale si delineano le linea della contabilità. «Ne parleremo il 2 settembre in commissione bilancio e poi ancora il 9 settembre in consiglio comunale, ma Raspanti vuol sapere chi lo ha scritto: «Senza un assessore sono stati i dirigenti del Comune? Nell'eventualità che sia così, va detto che sono gli stessi dell'era Cosimi: non credo sia appropriato parlare di discontinuità».
Il capogruppo di Buongiorno Livorno non va certo per il sottile mentre chiede chiarezza rispetto ai ruoli con cui vengono prese le decisioni all'interno della maggioranza. «Non sottovaluto la difficoltà di iniziare a governare una città ex-novo e non penso sia semplice, tuttavia – rincara – si respira un senso di fragilità politica che non fa sentire al sicuro le persone».
Raspanti segnala che come sindaco Nogarin ha «una serie di poteri che superano le direttive del consiglio comunale, come ho fatto notare più volte in commissione e in consiglio» ma – conclude – sembra in balia della sua base associativa. Com’è avvenuto nel caso della nomina Corradini, ritirata nonostante si fosse assunto la responsabilità personale di averle affidato un assessorato».
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