Gioco
Il signore dei conti viene dalla Versilia
Alle spalle un processo (dal quale è uscito assolto). Prg e edilizia affidati all’architetto Paola Baldari
LIVORNO. E alla fine, dopo 72 giorni, l’assessore al bilancio ha un nome: si chiama Gianni Lemmetti, classe 1969, nato a Pietrasanta, commercialista, titolare di uno studio a Lido di Camaiore, laureato in economia e commercio a Pisa nel 2001. «Per la verità - racconta lui, rintracciato in serata sul cellulare - ancora non ho ricevuto alcuna comunicazione ufficiale da parte del sindaco Nogarin. Ho letto le polemiche sui giornali online e dunque anche il fatto che il gruppo consiliare avrebbe annunciato il mio nome, ma capirete bene che fino a quando non mi chiamerà Nogarin, non posso certo parlare da assessore».
L’erede di Valter Nebbiai rappresenta l’elemento più importante della giunta pentastellata e anche quello che si troverà davanti il compito più arduo, perché i tagli da parte dello stato centrale verso gli enti locali ormai rappresentano l’ostacolo principale di ogni amministrazione. E l’anno prossimo si preannuncia un bilancio che partirà da un meno 15 milioni rispetto a quest’anno a causa della riduzione dell’aliquota Tasi dal 2.5 all’1 per mille e di 700 milioni di spending review ai danni dei Comuni già annunciati da Roma. «So bene che andrò a ricoprire un incarico delicato, non vedo l’ora di mettermi a lavoro e studiare le carte».
Lemmetti ha conosciuto Nogarin neanche una settimana fa. «Sono tra i 900 che ha inviato il curriculum - racconta -. Dopo una serie di colloqui con la commissione selezionatrice, sabato, per la prima volta, ho incontrato il sindaco».
Sposato, due figli, da alcuni anni Lemmetti è entrato come attivista nel mondo pentastellato della Versilia. Nel suo curriculum una serie di consulenze incentrate in particolare sull’elaborazione dei sistemi di qualità, ma anche un processo - da cui è uscito assolto appena due anni fa perché “il fatto non sussiste” - per appropriazione indebita. I fatti risalgono ai primi anni Duemila, quando Lemmetti lavorava come cassiere alla discoteca Seven di Focette. «In realtà fu una causa di lavoro - racconta lui -. A quei tempi lavoravo in discoteca per mantenermi agli studi. Mi hanno accusato ingiustamente e io mi sono battuto in ogni modo per dimostrare la mia innocenza che il giudice ha riconosciuto».
Accanto a Lemmetti, un altro volto nuovo - e inatteso - dovrebbe apparire dalla prossima settimana tra i banchi della giunta: è quello di Paola Baldari, classe 1974, architetto, laureatasi a Firenze nel 2002 con una tesi dal titolo "Riqualificazione della costa di Calafuria a Livorno". Il suo curriculum racconta che dal 2010 è membro della commissione paesaggistica del Comune di Firenze. L'annuncio della sua nomina è stato una sorpresa: perché se una donna serviva per probabilmente pareggiare le quote rosa in seno alla giunta, la delega a piano strutturale ed edilizia privata rappresenta una consegna di responsabilità enorme, perché in ballo c’è il disegno della Livorno dei prossimi trent’anni. E allo stesso tempo rappresentano un ridimensionamento - che nessuno si attendeva - del ruolo dell’assessore all’urbanistica Aurigi.
Ma la scelta di Baldari rappresenta anche l’ennesima scommessa di Nogarin sulla categoria degli architetti, dopo Corradini, Aurigi e il direttore generale Maltinti.
Giulio Corsi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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