Gioco
Le Leggi Livornine scritte sui muri, ora la storia si legge in strada
Tra via Goito e via dell’Ambrogiana sono comparsi alcuni estratti della Costituzione di Ferdinando I che resero la città il porto d’Europa
LIVORNO. Il murales diventa memoria storica. Dopo la faccia di Modigliani, sui muri di Livorno ecco spuntare alcuni passaggi delle Leggi Livornine, il manifesto del libero mercato scritto dal Granduca di Toscana Ferdinando I de' Medici nel 1591 e che di fatto unite all'istituzione del porto franco e alla neutralità del porto, favorirono l'afflusso in città di numerosi mercanti stranieri. E consentirono a Livorno di diventare il porto d'Europa e la città delle libertà di culto.
«A tutti voi Mercanti di qualsivoglia Nazione, Levantini, Ponentini, Spagnuoli, Portughesi, Grechi, Tedeschi, Italiani, Ebrei, Turchi, Mori, Armeni, Persiani, ed altri concediamo reale, libero e amplissimo salvacondotto e libera facoltà e licenza che possiate venire stare, trafficare, passare, abitare con le famiglie, e senza partire, tornare e negoziare nella città di Pisa e terra di Livorno».

Le scritte, effettuate con la tecnica dello stencil (una maschera di cartone con le lettere che viene appoggiata al muro e colorata) sono comparse all’incrocio tra via Goito e via Beppe Orlandi, e all’incrocio tra via dell’Ambrogiana e via Goito, sempre nella zona di San Jacopo.
Ancora non è chiaro chi sia l’autore del graffito e nemmeno il significato che ha voluto dare al suo gesto: provocazione? Un buon auspicio per il futuro della città? Rimpianto per un tempo passato?
Seondo me era meglio questa della Madonna de' Popoli. Ma per fortuna non conto una sega. Legge Livornina, 1951. pic.twitter.com/RTqZCwd3nQ
— Il dé nel deserto. (@robiotta) 16 Agosto 2014Non lasciare decidere l'algoritmo:
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