Il Tirreno

Livorno

«Ecco i due assessori». Ed è tempesta

di Giulio Corsi

L’annuncio arriva nella notte non dal sindaco ma dal capogruppo M5S. Nogarin (in ferie) smentisce, poi corregge il tiro

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LIVORNO. È la notte tra lunedì e martedì. Il display dello schermo segna l’una meno cinque. Il sindaco Nogarin e Francesco Bastone, capogruppo M5s in consiglio comunale, armeggiano entrambi davanti ai propri computer. Il primo, in ferie in Sicilia, pubblica sulla sua pagina Facebook una bellissima foto delle saline di Mozia, accompagnandola ad un messaggio d’amore verso il nostro Paese: “Più giro per l'Italia, più mi innamoro”. Non sa, Nogarin, che in quel preciso istante Bastone sta inviando ai capigruppo dell’opposizione e ad una serie di uffici comunali, la comunicazione in cui si annunciano due nuovi assessori della sua giunta (e pure un rimpasto). La mail è vestita di tutti i crismi dell’ufficialità: “Buongiorno, comunico i nomi dei due nuovi assessori: dottor Gianni Lemmetti, commercialista, Bilancio. Architetto Paola Baldari, Urbanistica. Cordiali saluti, Francesco Bastone”.

C’è anche un errore, in quella comunicazione. Che in un primo momento fa pensare all’esonero dell’assessore all’urbanistica Alessandro Aurigi. La questione viene chiarita (ma non troppo) con una seconda mail di Bastone, che arriva in mattinata a correzione della prima: “Comunico la seguente rettifica: l'architetto Paola Baldari avrà le deleghe a Edilizia Privata e Piano Strutturale. La delega all'Urbanistica rimane all'assessore Alessandro Aurigi”. In realtà, senza poteri in ambito di edilizia privata e soprattutto di piano strutturale, quello di Aurigi diventa palesemente un incarico vuoto e la decisione di un rimpasto dopo appena un mese suona tanto come una bocciatura verso la nomina dell’ex collega di studio del sindaco, che il gruppo M5s ha sempre mal digerito.

Ma il caso Aurigi, in questa ennesima lunghissima giornata a Cinque Stelle, diventa decisamente secondario, rispetto all’altro caso che la mail di Bastone accende. Perché l’irritualità della comunicazione dei nuovi assessori evidenzia un palese cortocircuito di competenze istituzionali, visto che per legge è il sindaco e non certo il gruppo consiliare l'unico deputato a scegliere e nominare gli uomini della sua squadra.

Non era un caso che lo stesso Nogarin raggiunto in mattinata dal Tirreno, mentre si stava dirigendo da Marsala a San Vito Lo Capo, confermasse questa teoria: «Le nomine sono di mia competenza, io sono in ferie e finora non le ho fatte». E quella mail? «Ripeto: le nomine sono di mia competenza e io adesso sono in vacanza, dunque non possono esserci».

Il caso politico stava proprio qua: se Lemmetti e Baldari sono i due nuovi assessori e il sindaco non li ha nominati, chi li ha scelti? E ancora: perché il gruppo consiliare si è assunto la responsabilità di anticipare Nogarin nella comunicazione, se non addirittura di scavalcarlo nella decisione delle nomine e ancor di più nell’annuncio di un rimpasto improvviso? In sostanza: quale autonomia e quale forza possiede il sindaco rispetto ai suoi consiglieri? Domande - già accese dal caso Corradini, che vide Nogarin costretto alla retromarcia da parte del gruppo consiliare e che ora sembrano ripetersi con Aurigi - che mantenevano tutta la loro valenza pure davanti alla correzione di tiro che il sindaco tentava nel pomeriggio: «Il capogruppo ha solo anticipato alcuni passaggi sulla ridistribuzione delle deleghe che formalizzerò al rientro dalle ferie».

A peggiorare la situazione ci pensava poco dopo il portavoce del sindaco, Andrea Morini, che a mezzogiorno, mentre il mondo politico cittadino era in fibrillazione, sulla propria bacheca Facebook si tirava fuori dall’agone: “Fino a lunedì non cercatemi, non chiamatemi in nessuna maniera, fate conto che io non esista. Auf wiedersehen”.

E così fino all’ora di cena, quando il sindaco pubblicava un autoscatto in costume da bagno dalle spiagge siciliane, in cui sosteneva che “non esiste nessun caso assessori, ho deciso che nomino San Vito Lo Capo!”, l’unica spiegazione -assai criptica - del caos scatenato da Bastone e dal gruppo consiliare si poteva trovare nella dichiarazione del consigliere M5s Sarais, che forse riferendosi alle dichiarazioni di Morini sul Tirreno di ieri (che annunciavano la nomina per la prossima settimana) sentenziava: “La giocata di anticipo disorienta l'avversario”.

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