Il Tirreno

Livorno

In bici contromano? Meglio di sì, anzi no

di Giorgio Carlini

Fa discutere lo stop che alla Camera blocca l’annunciata modifica del Codice della Strada. Ed esplode la polemica

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LIVORNO. I detrattori parlano di “biciclette contromano” che non farebbero altro che creare nuove situazioni di pericolo. Chi invece è favorevole si affretta a precisare che è corretto parlare di “senso unico eccetto bici”, e che il provvedimento sarebbe funzionale a rendere più vivibile il centro cittadino e al contempo ad aumentare di colpo la sicurezza stradale.

Due posizioni agli antipodi, insomma. Non c'è perciò da meravigliarsi se alla notizia della bocciatura alla Camera del disegno di legge che prevedeva il via libera alle biciclette anche in senso vietato, l'opinione pubblica si sia divisa in due.

È uno dei tanti episodi delle battaglie parlamentari che però è uscito dai recinti del teatrino politico e ha fatto discutere sui social network così come nei bar: con pareri forse ancor più contrapposti di quelli registrati nei corridoi di Montecitorio.

Qualche giorno fa, lo ricordiamo, un emendamento di Scelta Civica ha di fatto eliminato dal nuovo Codice della strada la possibilità di istituire anche in Italia (così come accade in molti Paesi europei) il “senso unico eccetto bici”.

Si tratta di un provvedimento che, in caso contrario, se fosse cioè andato in porto come per mesi e mesi era sembrato quasi scontato che fosse, avrebbe permesso ai ciclisti di percorrere a doppio senso anche le strade in cui auto e scooter viaggiano in un'unica direzione.

In un primo momento il ministero delle infrastrutture e dei trasporti aveva dato parere positivo alla circolazione in bici nei due sensi di marcia nelle strade a senso unico, accogliendo una proposta della Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta). Una soluzione da applicare «su strade larghe almeno 4,25 metri, in zone con limite di 30 chilometri orari, nelle zone a traffico limitato e in assenza di traffico pesante».

Le associazioni amanti delle due ruote sono rimaste perciò deluse dal passo indietro registrato alla Camera: secondo loro, il “senso unico eccetto bici” avrebbe consentito al ciclista di usufruire di tragitti più brevi, evitando di seguire i sensi unici pensati esclusivamente per le auto e che portano il ciclista a fare giri molto più lunghi, scoraggiando così l'uso del mezzo non inquinante.

Ad accogliere di buon grado la mozione di Scelta Civica e la bocciatura del provvedimento sono invece le associazioni a difesa degli altri utenti della strada (in primis gli automobilisti). Come l'Aci, secondo la quale la “legalizzazione” delle "bici contromano" si sarebbe tradotta in una condizione di costante pericolo sulle nostre strade.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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