Sicurezza
È un boomerang per la sicurezza
LIVORNO. «Ben vengano le soluzioni innovative per tutti gli utenti della strada, purché ci sia sempre un occhio di riguardo alla sicurezza. L'introduzione dall'oggi al domani di una norma che avrebbe...
LIVORNO. «Ben vengano le soluzioni innovative per tutti gli utenti della strada, purché ci sia sempre un occhio di riguardo alla sicurezza. L'introduzione dall'oggi al domani di una norma che avrebbe permesso alle bici di transitare regolarmente contromano si sarebbe rivelata estremamente pericolosa». Riccardo Heusch, presidente della Commissione traffico e mobilità di Aci Livorno, l’organizzazione che raggruppa gli automobilisti, esprime così il proprio apprezzamento per la bocciatura della proposta del “senso unico eccetto bici”.
«Non siamo contrari a tutte le novità – precisa Heusch – ma questa a nostro avviso si sarebbe rivelata un boomerang per quanto riguarda la sicurezza stradale e la tutela della mobilità ciclistica».
Dall’Automobile Club non si sottraggono al “giochino” del paragone con quanto avviene nel resto d'Europa. «Va bene – tiene a sottolineare Heusch – prendere a esempio paesi come Olanda o Svezia. Ma lo si faccia in una visione d'insieme, non solo per i singoli aspetti che ci fanno comodo:nel Nord Europa ci sono realtà completamente diverse dalla nostra, nelle quali la bicicletta è il primo mezzo di trasporto anche grazie a piani urbanistici e infrastrutture che esistono da decenni». E aggiunge: «Le città italiane presentano invece un tessuto urbano che non è paragonabile e non è in grado, così com'è, di garantire la stessa libertà di movimento alle biciclette».
Per Heusch prima di parlare di un aspetto «certamente accattivante ma secondario», è necessario affrontare una discussione più generale sulla mobilità. Un esempio? I parcheggi: «In altre realtà europee prima si costruiscono parcheggi interrati e silos, poi si tolgono le vetture posteggiate di fianco ai marciapiedi. Le strade con le auto parcheggiate non sono adatte a esperimenti come quello delle bici contromano». E ancora: «Da noi manca prima di tutto una cultura che è presente in altri paesi. In Olanda le piste ciclabili collegano intere città, a Livorno incontrano pericolose interruzioni da un quartiere all'altro».
Non manca poi una considerazione sul comportamento dei ciclisti: «In tanti hanno l'abitudine di andare uno accanto all'altro. Francamente è una idea che mal si sposa con la possibilità di procedere in senso contrario alle auto. E poi, quante sono le bici a norma, dotate di tutti i sistemi di illuminazione? S'immagini lei cosa potrebbe accadere se di notte un ciclista si sentisse autorizzato a transitare contromano...».
Secondo l'Aci, dietro all'ipotesi delle “bici contromano” si nasconderebbe in realtà la volontà di introdurre l'obbligo dei 30 chilometri orari in città: «Se è così – commenta Heusch – allora si abbia il coraggio di dirlo, senza nascondersi dietro aspetti stravaganti».(g.c.)
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