Il Tirreno

Livorno

Bici contromano: prima quasi sì, poi resta il no - Dite la vostra

Bici contromano: prima quasi sì, poi resta il no - Dite la vostra

Esplode la polemica fra il fronte degli automobilisti e quello del filo-bici dopo l'altolà che in commissione trasporti ha stoppato la modifica al Codice della Strada con cui le bici avrebbero avuto la possibilità, in taluni casi, di andare contromano. Ecco le ragioni dell'Automobile Club e degli Amici della Bici

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Da un lato, c'è chi vede nei ciclisti una fonte di guai e pericoli magari infischiandosene di chi non ha tempo per gironzolare. Dall'altro, c'è chi considera gli automobilisti un esercito di indisciplinati che minacciano quanti hanno scelto le due ruote in nome dell'ambiente e di un diverso modo di vedere la città. È paradossale se pensiamo quante volte passiamo dall'essere automobilista all'essere ciclista (e viceversa) ma i due fronti non risparmiano frecciate, critiche e battibecchi. A maggior ragione adesso che sembrava essere a un passo dal traguardo la modifica al Codice della Strada che avrebbe consentito alle bici di andare contromano trasformando, là dove possibile, il senso unico in un "senso unico eccetto bici": è avvenuto pochi giorni fa in commissione trasporti alla Camera cogliendo al balzo l'altolà del gruppo di Scelta civica. Eppure in altri Paesi europei è riconosciuto, eppure erano iniziate già le sperimentazioni in alcune città italiane, eppure gli assessori di grosse metropoli si erano schierati per l'ok alle bici contromano…

Basti dire che in un primo momento il ministero delle infrastrutture e dei trasporti aveva dato parere positivo alla circolazione in bici nei due sensi di marcia nelle strade a senso unico, accogliendo una proposta della Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta). Una soluzione da applicare «su strade larghe almeno 4,25 metri, in zone con limite di 30 chilometri orari, nelle zone a traffico limitato e in assenza di traffico pesante».

L'ALTOLA' DELL'AUTOMOBILE CLUB. Per Riccardo Heusch, presidente della Commissione traffico e mobilità di Aci Livorno, l'organizzazione che raggruppa gli automobilisti, il via libera al "senso unico eccetto bici" «si sarebbe rivelato estremamente pericoloso: praticamente un boomerang a danno degli stessi ciclisti in termini di sicurezza e tutela». L'esponente del fronte filo-auto ricorda che tanti ciclisti «hanno l'abitudine di andare uno accanto all'altro»: e questo «mal si sposa con la possibilità di procedere in senso contrario alle auto». Non solo: quante bici circolano senza faretto? Per l'Aci quest'idea nasconde la volontà di introdurre l'obbligo dei 30 chilometri orari in città.

LA BATTAGLIA DEGLI AMICI DELLA BICICLETTA. Peccato aver perso quest'occasione per metterci al passo con il resto d'Europa ma «siamo certi che l'introduzione della norma sia solo rinviata». Parola di Luca Di Fonzo, presidente della Fiab livornese, l'organizzazione che si batte per città a misura di bici. L'architetto filo-bici dice che «il senso unico eccetto biciin tutta Europa si è rivelato un espediente capace di incentivare l'uso del mezzo a due ruote e allo stesso tempo un modo per ridimensionare il traffico e la pericolosità lungo le strade dei centri cittadini». A Livorno cos si può fare? Di Fonzo nega che la nostra città sia così indietro: «Ci sono tante arterie che si prestano al "senso unico eccetto bici", come quelle dove è presente la corsia preferenziale dei bus».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web