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A scuola più tardi, e i bambini chi li tiene? L’ira dei genitori senza nonni e soldi
Tantissimi i commenti sulla nostra pagina Facebook alla proposta del sindaco di Forte, già bocciata dal ministro. Prevalgono i no. Ma qualcuno dice: sarebbe ora di cambiare, o di tornare al passato
Posticipare l'inizio della scuola a ottobre: una proposta che spacca. Più contrari che favorevoli negli oltre 400 commenti postati sulla nostra pagina Facebook. È la voce delle famiglie quella che si fa più sentire, ma anche l'amarcord di quelli che ricordano «quando si entrava il 1° ottobre e anche allora i nostri genitori lavoravano, eppure mica siamo venuti su male!»
A scuola o in vacanza? Raramente una domanda ha coinvolto tanto come quella che abbiamo rivolto ai nostri lettori. E le risposte si sono suddivise in tre fasce. Una, stimabile in un 20-25% di lettori, di adesione netta e un po' superficiale (del tipo «wow che pacchia» oppure «che bello il mare di settembre»). Un altro 15 per cento di possibilisti (sintonizzati sul mood «i tempi sono cambiati e anche noi dobbiamo aggiornarci»). E il resto contrari, più o meno ferocemente.
«A me sembra un'ottima idea, portando la stagione a fine settembre ci sarebbe più lavoro e per la scuola non cambierebbe niente» riflette Marco Raffaetà. E Giacomo Petragli argomenta: «In un paese a vocazione turistica come l'Italia le scuole dovrebbero iniziare a ottobre. Invece ai primi di settembre si ricomincia e le attività turistiche chiudono fino al giugno successivo. Signora ministro, non sono d'accordo con lei»
Ma, insomma, e i figli dove li metto? A parte quelli, e sono tanti, che puntualizzano che «la scuola non deve essere usata come un parcheggio» e che se la prendono con i genitori, è un diluvio di «no», «follia», «che bischerata», «ma siete pazzi» eccetera. «Qualcuno mi spieghi come si fa coi bimbi piccoli a lasciarli soli per tre mesi, io non ho nonni o parenti e per campi solari o tate ci partirebbero stipendi. Accetto suggerimenti» dice Cristina Ghini. «Già noi genitori si diventa matti da giugno a metà settembre… ma pensate a chi lavora» aggiunge Caterina Galli. «Ma siete tutte mamme casalinghe? O mentre andate al lavoro a settembre avete le tate e le nonne? Prima si entrava a scuola a ottobre, vero, ma i tempi non erano quelli di ora. Sveglia!» esclama Barbara Pergolizzi. Mentre Mario Buricchi si rivolge direttamente al sindaco di Forte dei Marmi Buratti, che ha lanciato la proposta: «Forse lei non lavora e ha la possibilità di andare al mare coi figli, sempre che a settembre sia bel tempo, ma chi non ce l'ha?». «Il problema della mancanza di turisti, caro signor sindaco, è da attribuirsi nell'80% dei casi alla mancanza di soldi» dice Fabrizio Salvadori. Altro che stagione lunga, ci vuole il portafoglio gonfio… E poi «per aprire le scuole a ottobre ci vogliono i servizi per i genitori» ricorda Gabriele Bechini. Già, i servizi. Qualcuno si azzarda a riproporre le colonie o servizi collettivi di baby-sitting.
Un tema vero, molto sentito, che divide la società. Il comparto turistico pone un’esigenza vera, allungare la stagione, e molte famiglie - se potessero - gradirebbero farsi le vacanza di settembre, spendendo meno soldi che in agosto. Ma oggi non sono nelle condizioni di fare vacanze, nè ad agosto nè a settembre, e un’opportunità si tradurrebbe in un problema. In mezzo ai due opposti interessi la scuola, tirata da una parte o dall’altra, vista sempre in funzione di qualcos’altro.
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