Gioco
Rubano la carrozzina di un disabile
Il furto nella notte di venerdì a Coteto. Il proprietario: «Non importa chi sia stato, restituitemela»
LIVORNO. «Non mi importa chi l’ha presa e perché, chiedo solo che mi venga restituita il prima possibile. Quella carrozzina rappresenta la mia libertà». È l’appello che Luca Magni, 47 anni, lancia ai ladri senza cuore che nella notte di Ferragosto gli hanno rubato la carrozzina elettrica parcheggiata nel cortile del suo condominio in via Campania a Coteto.
«Di solito – spiega la moglie di Luca, Barbara Langella – lasciamo la carrozzina in garage, ma venerdì sera (il 15 agosto) abbiamo pensato di lasciarla fuori per comodità, visto che il giorno dopo io sarei dovuta uscire di casa molto presto per andare a lavoro e così avrei evitato di doverla di nuovo tirare fuori poche ore dopo. Sinceramente non avrei mai pensato che potessero rubarla. Se a mio figlio dico sempre di parcheggiare il motorino in garage, ho sempre pensato che la carrozzina di mio marito fosse al sicuro...Oltre ad essere un gesto senza cuore, la carrozzina di mio marito è davvero pesante. Chi l’ha fatto si è dovuto organizzare, di certo non è stato un furto improvvisato sul momento»
Barbara e Luca hanno subito fatto denuncia ai carabinieri che hanno confermato i sospetti della coppia. Quello della carrozzina elettrica è stato un furto pensato e organizzato senza scrupoli.
I ladri per riuscire nell’intento di rubare il mezzo hanno infatti forzato il cancello del cortile del condominio e poi hanno rubato la carrozzina elettrica. «Nel cortile c’erano altri motorini, ma hanno portato via solo quella. Evidentemente per loro aveva più valore degli altri mezzi, anche se sinceramente non riesco proprio a capire quale. Come ho detto, è un mezzo molto pesante, per riuscire a portarla via devono essere stati almeno in due e soprattutto devono essere venuti con un furgone altrimenti non sarebbero mai riusciti a portare via la carrozzina di mio marito».
«Non importa – afferma Luca – chi sia stato e perché. Rivoglio la mia carrozzina. Senza di quella per me è praticamente impossibile uscire, avere i miei momenti di libertà. Riportatela indietro, sono anche disposto a dare una ricompensa».
L’affermazione di Luca è spinta solo e soltanto dall’esternazione della verità. «Quella carrozzina rappresenta per me – spiega – una forma di libertà che altrimenti è davvero difficili da raggiungere. Senza quella sono costretto a stare in casa tutto il giorno senza uscire e capite bene che ad agosto, ben più di altri mesi, può essere pesante».
La moglie di Luca ha già provato a contattare gli uffici Asl per riuscire a capire se potranno riavere un altro mezzo gratis o dovranno comprarsene un altro. «Sinceramente non so come funzioni – dice – Ma una cosa la so: la trafila burocratica per queste richieste è sempre infinita e anche l’ordine del mezzo ci mette sempre molto ad arrivare. Questo significa che a meno che i ladri non ci ripensino passeranno dei mesi prima che mio marito possa riavere un mezzo con cui è libero di muoversi».
Un furto senza cuore a cui nessuno riesce a dare spiegazioni. «Davvero non ci interessa chi sia stato e perché – torna a dire come suo marito Barbara – Voglio che i ladri sappian o che adesso possono fare una cosa giusta e tornare indietro sui propri passi riconsegnandoci la carrozzina. Non chiederemo spiegazioni. Tutto ciò che conta è che mio marito torni ad avere la sua possibilità di muoversi liberamente».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
