Sicurezza
Montenero rende omaggio a Pereira (e Tabucchi)
Un incontro per ricordare i vent’anni di “Sostiene Pereira”, capolavoro di Antonio Tabucchi: lunedì a Montenero nel calendario di “Tocca le stelle” con il prof. Maurizio Bettini, filologo e classicista di chiara fama, insieme a due giovani studiosi dell’opera di Tabucchi, Clelia Bettini e Riccardo Greco
LIVORNO. Vent'anni fa nasceva "Sostiene Pereira", forse il romanzo più bello e conosciuto di Antonio Tabucchi: e sono già due anni da che il suo autore ci ha lasciato. Impossibile dimenticare l'uno e l'altro. Ecco perché domani sera, 18 agosto, alle 18.30, saranno ricordati entrambi al ristorante Conti sulla piazza di Montenero. Perché proprio in questo luogo? «Non solo per il generoso impegno che da anni Marzio Conti dedica all'organizzazione della cultura, ma perché proprio da Marzio portai a cena Tabucchi - appunto vent'anni fa - quando aveva appena terminato di scrivere il romanzo. E fu allora che venni a conoscenza di quel titolo così singolare, affascinante, intraducibile - "Sostiene Pereira" appunto - che tanto avrebbe contribuito al suo successo». A dirlo è il prof. Maurizio Bettini, classicista con cattedra all’Università di Siena e seminari a Berkley, protagonista della serata di lunedì a Montenero insieme a due giovani studiosi della letteratura portoghese, Clelia Bettini e Riccardo Greco, entrambi allievi di Tabucchi.
«Si tratta – spiega il prof. Bettini – di due appassionati studiosi dell’opera di Tabucchi: la prima sta attualmente curando, assieme alla moglie dello scrittore, le carte che Antonio ci ha lasciato; l'altro, che nel tempo si è fatto anche editore, ha pubblicato di recente un racconto inedito di Tabucchi, "Isabella e l'ombra", mettendo così a disposizione dei lettori un altro piccolo ma prezioso tesoro». Bettini annuncia che «ripercorreremo la storia di quell'uomo grasso, tranquillo, non più giovane - il giornalista Pereira - che vive in una Lisbona sottoposta alla dittatura di Salazar». E aggiunge: «La polizia politica arresta e imprigiona gli oppositori, l'aria è soffocante, ma Pereira sembra quasi non accorgersene - finché improvvisamente, per un caso, dei giovani entrano nella sua vita. E sono ragazzi vivi, appassionati, che hanno voglia di vivere e di lottare. Così la vita di Pereira prende un ritmo che non aveva mai avuto prima - o perlomeno, è questo che lui sostiene».
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