Sicurezza
«All’Asl 6 è record di assenze»
La denuncia del consigliere regionale Gian Luca Lazzeri: «Si arrivano a sfiorare anche i due mesi»
LIVORNO. L'assenza media di un dipendente a tempo indeterminato dell'Asl 6 di Livorno, compreso il periodo di ferie, sfiora i due mesi annui. Lo rileva il consigliere regionale Gian Luca Lazzeri, che è anche membro della quarta commissione sanità e politiche sociali.
«Da una nostra analisi dei dati 2013 sulle assenze dei 3.915 dipendenti a tempo indeterminato dell'Azienda sanitaria locale 6 di Livorno emerge un dato preoccupante – spiega Lazzeri in un comunicato inviato alla stampa – perché senza contare le ferie risultano complessivamente 107.248 giorni di assenza all'anno. Ma non basta, la media pro capite di assenze è di circa 27 giorni, ossia, se consideriamo anche i circa 30 giorni di ferie, le assenze annue arrivano a sfiorare i due mesi a persona».
In tre anni, secondo lo studio di Lazzeri, il tasso di assenza medio dell'Asl 6 è aumentato di 1,4 giorni, passando dai 26 del 2011 ai 27,4 del 2013. In particolare le assenze più significative - sempre secondo quanto scritto dallo studio realizzato dal consigliere e consegnato tramite mail alla stampa in un comunicato - sono tra i dipendenti del settore tecnico, che registrano una media di 32,8 giorni pro capite.
Il consigliere si sofferma poi sulla necessità di valutare nello specifico il perché del’aumento delle assenze che - sempre secondo Lazzeri - potrebbero anche essere imputabili alla «riorganizzazione della sanità toscana degli ultimi anni». Lazzeri sostiene, infatti, che: «Il personale – prosegue il consigliere – rappresenta la risorsa principale e insostituibile di ogni azienda. Sarebbe opportuno, per ottimizzarne l'uso delle risorse e di garantirne un sempre maggior benessere sui luoghi di lavoro, comprendere le cause delle assenze dei dipendenti. È necessario capire quanti giorni di assenza siano riconducibili a un disagio del lavoratore dovuto a tensioni relazionali con colleghi e/o superiori, in un contesto di riorganizzazione selvaggia della sanità toscana». Come a dire insomma che di lavoro ci si può anche ammalare se non si ripensa a una miglior distribuzione del lavoro che possa creare meno contrasti e meno malasseri tra i dipendenti del settore sanitario.
Uno studio che mira anche a puntualizzare all’assessore Marroni la necessità di realizzare un’analisi più approfondita della materia, in modo da rendere concreta la possibilità di ripensare a una riorganizzazione del lavoro sanitario così da poter portare - come afferma nel comunicato - sempre maggior benessere sui luoghi di lavoro e comprendere cosa porta i dipendenti ad assentarsi con maggiore frequenza.
Secondo Lazzeri, l'assessore Marroni deve «occuparsi urgentemente della questione e penso che interpellando il Centro di riferimento regionale per le criticità relazionali, che sta facendo un importante lavoro sul benessere organizzativo, potrà avere una risposta in tempi brevi: sicuramente oggi l'assessore non può dire di non sapere».
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