Il Tirreno

Livorno

Rebecca tra le stelle del Bolshoi «Un sogno che diventa realtà»

Rebecca tra le stelle del Bolshoi «Un sogno che diventa realtà»

La ragazza di quattordici anni è l’unica livornese tra gli allievi dell’Accademia di Mosca «Quando ballo mi sento a casa, non vedo l’ora di dare tutta me stessa»

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LIVORNO. «Quando ho capito che avrei voluto fare la ballerina? A cinque anni, guardando la televisione. Mi incantavo davanti alla piroette di Anbeta Toromani, la ballerina del programma “Amici”. È stato amore a prima vista e ho iniziato a provare a imitarla in salotto...».

Quattordici anni, occhi azzurri sorridenti e decisi, Rebecca Sciapi è l’unica livornese ( e una dei quattro italiani) tra i nuovi allievi dell’Accademia del Bolshoi di Mosca. Il Bolshoi, traguardo assoluto e unico per chi alla danza classica vuol dedicare la vita. Rebecca sembra una ballerina di Degas, corpo magro e flessuoso, lunghe braccia, collo sottile, pelle candida e il sorriso di chi ha appena realizzato un sogno. Meritato. Un sogno per cui Rebecca ha combattutto con la tenacia, la costanza e l’impegno di chi insegue una passione vera, e le dedica tutta se stessa. E ce l’ha fatta. A ottobre volerà a Mosca per iniziare l’Accademia, lasciando famiglia, casa, amici e trasferendosi per quattro anni in un Paese di cui ancora non conosce la lingua. Paese che però parla il linguaggio che Rebecca conosce meglio al mondo: la danza.

«Non sono spaventata, sono emozionata – dice – E un po’ dispiaciuta di lasciare di nuovo da sola mia mamma qui a Livorno. Sono figlia unica e sono perfettamente consapevole dei sacrifici che sta facendo per me, sentimentali e economici. Non potrò mai ringraziarla abbastanza». Di nuovo, perché già da 3 anni Rebecca vive da sola in Francia, a Cannes dove ha frequentato l'Ecole Supérieure de Danse de Cannes Rosella Hightowerr.

«Ho iniziato a fare lezioni di danza a cinque anni – racconta – Sempre con la stessa insegnante, a cui, insieme a mia madre, devo tutto: Elena Turchi, della scuola di danza Eden qui a Livorno. Quando avevo undici anni è stata proprio lei a segnalarmi che al Goldoni si sarebbe svolta un’audizione per entrare al l'Ecole Supérieure de Danse de Cannes Rosella Hightowerr in Francia. Era il 29 dicembre, una data che non scorderò mai perché ha cambiato la mia vita». E sempre Elena Turchi ha segnalato a Rebecca l’audizione che si sarebbe svolta a Firenze per entrare a fare uno stage estivo al Bolshoi e la giovane livornese viene selezionata. Dal 29 luglio all’8 agosto Rebecca è così volata a Mosca dove, alla fine del tirocinio, ha partecipato alle selezioni per diventare un’allieva ufficiale della scuola. «Il Bolshoi è un sogno talmente grande che non ho nemmeno osato sperarci fino all’ultimo. Quando mi è arrivata la mia mail di conferma che ero stata accettata sono impazzita di gioia».

Una soddisfazione immensa per Rebecca, ma anche per sua madre Barbara Lo Coco, 44 anni, operaia, che non trattiene l’orgoglio e l’emozione. «Rebecca si è impegnata per raggiungere questo sogno. Se l’è meritato. Certo, per una madre è difficile separarsi dalla figlia, ma il ruolo dei genitori lo prevede. Trattenerli dal vivere la loro vita, specialmente quando hanno una passione un talento così grande sarebbe un vero delitto». È una donna forte la mamma di Rebecca, ma soprattutto saggia. «Quando ho saputo che aveva passato le selezioni per andare a studiare in Francia – dice – ho capito che avrei dovuto aiutarla fin da subito a realizzare che cosa avrebbe significato vivere da sola e prendersi la responsabilità di portare avanti un impegno così grande a soli undici anni. Nei mesi prima della partenza le ho detto che avrebbe dovuto fare tutto da sé: alzarsi per andare a scuola, fare la lavapanni, studiare etc... Rebecca è stata bravissima, fin da subito». «Il suo carattere – prosegue Barbara – è ciò che la rende unica. In questi anni di lontananza non ho mai ricevuto una telefonata in cui era triste. Eppure so che ha avuto momenti difficili - come è normale che sia. Una volta mi ha detto: “Non volevo farti preoccupare. Ho sempre pensato a te”».

Ma questa storia ha come protagonista anche un’altra donna speciale: l’insegnate che ha visto crescere Rebecca, Elena Turchi, a soli 31 anni proprietaria della scuola di danza Eden. «E pensare che la prima volta che ho visto Rebecca alla sbarra, a soli cinque anni, ho pensato che fosse un disastro. Me la ricordo sempre, con quel minuscolo tutù dorato che non riusciva a stare in prima posizione... Negli anni a venire poi ho visto quanto fosse capace di crescere tecnicamente e soprattutto quanto la sua capacità di interpretazione sia unica. Rebecca è speciale, la dimostrazione di quanto l’impegno, la costanza e l’umiltà facciano la differenza». Un’empatia particolare lega Rebecca a Elena, tanto che le due si sentono continuamente. «Credo fermamente che la storia di Rebecca sia l’esempio pratico di come anche le scuole di provincia possano e debbano svolgere un ruolo fondamentale nella formazione degli artisti. Livorno è una città piena di talenti che spesso però fanno fatica a prendere il volo. È invece un nostro dovere morale essere consapevole dei limiti della provincia, ma anche delle possibilità che possiamo offrire: dare le basi per arrivare in alto».

E più in alto di così, quella bambina dal tutù dorato non poteva arrivare.

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di Redazione web