Il Tirreno

Livorno

La città dice grazie al pediatra di tutti

di Juna Goti
La città dice grazie al pediatra di tutti

Dalle battaglie con il Comitato unitario handicappati a Insieme per la Vita: il socialista premiato dal sindaco grillino

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LIVORNO. Quando il 16 gennaio del 2012 gli organizzarono una festa al circolo Modigliani per i suoi ottant'anni e gli consegnarono una targa come "uomo di valore", se ne uscì con questa frase: «Non credo di aver fatto niente di eccezionale». In queste parole ci sono il Vizzoni medico, pediatra di tre generazioni di livornesi. Il Vizzoni presidente onorario di “Insieme per la vita”, volto di tante battaglie per l'handicap e per la sanità. E anche il Vizzoni politico. Uomo del Psi nella Livorno del Pci. Che alla fine ha ricevuto la Livornina d'oro, a 82 anni, proprio dalle mani del primo sindaco grillino della città.

Ieri, emozionatissimo, è tornato in consiglio comunale. Si è messo un'altra volta «a disposizione» e ha invitato i livornesi a «impegnarsi per costruire una città migliore». Lui che conobbe Livorno quando i bombardamenti la stavano distruggendo. Originario di Pietrasanta, ha visto per l'ultima volta il padre e il fratello mentre venivano portati via dai tedeschi. Qualche anno dopo si è laureato in medicina a Pisa e si è specializzato in clinica pediatrica. È diventato docente, poi ha vinto il concorso per primario di pediatria a Livorno. Incarico che gli è rimasto cucito addosso fino alla pensione (1997), salvo un periodo da direttore sanitario. Ha guidato la Pediatria toscana nella Società italiana di pediatria.

Se chiedete ai livornesi, molti diranno che è il pediatra che «visitava a tutte le ore, anche a Natale, anche di notte». In realtà di esperienze e battaglie da raccontare ce ne sono parecchie. Fino al conferimento del titolo di “Commendatore dell’ordine al merito della Repubblica”, proposto dal consiglio dei ministri nel ’99.

Socialista da sempre, iscritto al Psi fino allo scioglimento, viene eletto per la prima volta in consiglio comunale nel 1975: prende 692 voti. Viene rieletto nel '90 (si dimetterà nel '92), secondo della lista socialista con 2172 voti.

Sono gli anni del sindaco Benvenuti quando dà vita al Comitato unitario handicappati e si rende protagonista di una denuncia all’Associazione intercomunale, perché ritiene che le categorie che hanno più bisogno di aiuto non siano sufficientemente oggetto dell'attività amministrativa. Sono gli anni delle battaglie dei genitori per il “dopo-di-noi”, per le case famiglia e l’assistenza sul territorio. Perché, ricorda oggi il segretario di Insieme per la Vita, Gianfranco Grossi, Vizzoni ha ripetuto spesso, provandolo sulla sua pelle, che «ci sono genitori che pregano di morire all'indomani di un figlio con gravi problemi, perché altrimenti non saprebbero a chi lasciarlo». Da qui, ripercorre Grossi, «l’impegno fino all’inverosimile per costruire Casa Borrelli a Stagno. O per aiutare, non solo moralmente, il centro Oami».

È nel 1985 che, insieme a un gruppo di genitori che avevano perso i figli per la leucemia, fonda Insieme per la Vita, di cui oggi è presidente onorario.

«Intendiamoci, ha un bel caratterino», alza il sopracciglio Marco Cannito, che gli è molto legato da anni. Vizzoni nelle due ultime due tornate elettorali, è stato il primo firmatario della lista Città Diversa. «Ci siamo incrociati qualche decennio fa – racconta Cannito – quando insieme ad altri facevamo assistenza domiciliare. Subito ci disse: “Lo fate per fare carriera o per aiutare?”». «La verità – ripete Cannito – è che pur essendo uomo di parte, ha combattuto battaglie di tutti».

«Fa parte di quella corrente – dice Massimo Bianchi, volto storico del Psi – che fu del socialismo riformista, dei medici di famiglia che avevano un rapporto diverso con i pazienti, non legato ai cartellini da timbrare». Ieri Bianchi ha rimesso piede in consiglio comunale dopo la mancata elezione nel 2005. Prima ha inviato via Fb un messaggio a Nogarin: «Gli ho mandato le congratulazioni, è un bel gesto. Non solo perché si dà la Livornina a uno come Vizzoni, ma perché in una città che ha poca memoria, ma tante figure illustri, è bello segnalare la dedizione di un cittadino». E poi: «Forse Nogarin colma la lacuna di chi ci avrebbe dovuto pensare prima...».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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