Gioco
Il medico emozionato «Sarò sempre a disposizione»
LIVORNO. «Sarò a vostra disposizione finché potrò». È un Luciano Vizzoni emozionatissimo, ma anche con l’occhio che luccica e il sorriso di chi alla gioia mescola l’ironia e le immagini di 82 anni,...
LIVORNO. «Sarò a vostra disposizione finché potrò». È un Luciano Vizzoni emozionatissimo, ma anche con l’occhio che luccica e il sorriso di chi alla gioia mescola l’ironia e le immagini di 82 anni, quello che ieri ha parlato al microfono subito dopo avere ricevuto dalle mani del sindaco la Livornina d’oro.
Nei corridoi e nella sala del consiglio comunale c’è il pienone: rappresentanti delle forze politiche di ieri e di oggi, il mondo delle associazioni. Prima di sedere di fianco al presidente della Provincia, Giorgio Kutufà, Vizzoni stringe nel corridoio la mano del sindaco. Un siparietto che Filippo Nogarin racconterà sorridendo al microfono: «Piacere di conoscerla, mi ha detto, ma gli ho spiegato che ci conosciamo già: è lui che mi ha fatto nascere». E Vizzoni ha risposto con una battuta: «Allora via, ho fatto un buon lavoro».
«Come sa professore – esordisce Nogarin – questa è la prima Livornina che questa amministrazione decide di conferire e, lo dico sinceramente, non potevamo iniziare in modo migliore». «Non è stato – riprende – solo il medico pediatra di tre generazioni di livornesi, è stato un medico che ha messo la sua professione al servizio di tutti. E che ha messo se stesso al servizio degli ultimi».
Lunghi applausi, con la sala in piedi. Vizzoni si alza, prende la Livornina, ringrazia e si risiede. Questa volta davanti ai banchi dei consiglieri, con il gonfalone alle spalle: «Non provavo un’emozione come questa ormai da tanti anni...». Ricorda l’arrivo a Livorno, negli anni della guerra. E mentre parla lancia anche lo sguardo in direzione di Gaza: «Quando arrivai in questa città mi colpì la preparazione sociale. I ragazzi di allora erano come i ragazzi di Gaza oggi, perché improvvisamente suonava l’allarme e si trovavano sotto un combattimento aereo. Ma nonostante tutto quei ragazzi avevano voglia di impegnarsi, ci siamo impegnati tutti per strutture che credo siano fondamentali». E si rivolge al sindaco: «Non so se lei ha visto la casa famiglia di Stagno o l’Oami di San Jacopo: sono strutture che farebbero invidia a molte città d’Europa. Su questa scia invito i cittadini a impegnarsi, perché effettivamente si potrebbe vivere in una città migliore». Servizi, educazione, lavoro.
«Sarò a vostra disposizione finché potrò – conclude – Quando avrete bisogno di un consiglio, di un aiuto tecnico, per dare una mano alle vite che crescono: tutto quello che potrò fare lo farò. Sono con voi: vi auguro di portare avanti questa linea di sviluppo, nel solco di una tradizione del sociale, che fa onore a Livorno».(j.g.)
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