Gioco
Tre coltellate al vicino di casa: "Faceva troppo rumore a cena"
L'aggressione nella notte in un palazzo di via Lussemburgo, alla Scopaia. Il ferito, livornese di 41 anni, trasferito d'urgenza in ospedale, in manette l'aggressore che era agli arresti domiciliari
Un livornese di 41 d'anni è stato ferito con tre coltellate nella notte tra martedì e mercoledì nel cortile di un palazzo in via Lussemburgo, nel quartiere della Scopaia. L'uomo che ha perso molto sangue, è stato trasportato d'urgenza al pronto soccorso da un'ambulanza dell'Svs. "La situazione - spiegano dall'ospedale - è sotto controllo e il ferito resta in osservazione per scrupolo".

Secondo una prima ricostruzione, a scatenare l'aggressione sarebbero stati dei dissidi tra condomini. In particolare la vittima, che abita nello stesso palazzo del suo aggressore, martedì sera aveva organizzato una cena nel suo appartamento al primo piano, dove vive con la moglie e due figli.
L’aggressore, Mohcine Sandoui, cittadino marocchino di 32 anni, che abita al piano terra dove sta scontando una pena agli arresti domiciliari, non avrebbe gradito i rumori provenire dal piano superiore. Così ha cercato di far valere le proprie ragioni chiedendo di abbassare i toni. «Non riesco a dormire, fate piano». Quando si è reso conto che le sue richieste non venivano prese in considerazione, è salito, ha suonato alla porta e ha chiesto con più vigore di farla finita dicendo al proprietari, Alessio Vaccai, di scendere. A questo punto il vicino, lo avrebbe prima minacciato e poi rincorso fino al cortile dove è avvenuto l'accoltellamento. «I fendenti - raccontano i soccorritori - hanno colpito il 41enne al braccio, su un fianco e alla testa». A dare l'allarme, poco dopo la mezzanotte, alcuni residenti dei palazzi che danno su via Lussemburgo che si sono affacciati alle finestre attirati dalle urla che provenivano dalla strada. «Venite subito - ha detto una donna alla centrale del 118 - qua sotto stanno accadendo cose spiacevoli».

Poco dopo un'altra chiamata che raccontava «di un accoltellamento e di un uomo a terra». Adesso toccherà agli agenti della polizia che si sono precipitati sul posto ricostruire quello che è accaduto. Gli investigatori nella notte ascolteranno i testimoni e appena possibile anche la vittima. Intanto l’aggressore è stato fermato e per alcune ore è stato ascoltato all’interno del proprio appartamento. Per lui intorno alle una e mezza è scattato l’arresto, l’accusa è stata formalizzata nella mattinata di mercoledì dal pubblico ministero Daniele Rosa, il 32enne dovrà rispondere di tentato omicidio ed è stato trasferito in carcere.
Il racconto di un ospite. «Martedì ero tra gli inviatati a casa di Alessio e posso dire due cose: che non abbiamo fatto confusione e che nessuno durante la cena si è lamentato perché c’era troppo rumore». David Chirici, era uno dei sei adulti ospiti della famiglia Vaccai. «C’erano anche i nostri figli di 8 e 9 anni che hanno giocato in camerina, mentre noi eravamo nell’altra stanza. Abbiamo cenato e poi abbiamo guardato la partita di Supercoppa tra Real Madrid e Siviglia. Durante tutta la serata, ripeto, nessuno ci ha detto di fare piano o che facevamo troppa confusione. Certo, c’erano le finestre aperte ma al massimo si potevano sentire le voci di una chiacchierata».
Alle 23 quando la partita è finita gli ospiti sono andati via. «Personalmente sono sceso con Alessio che doveva portare fuori il cane. Sono rimasto con lui per un’altra mezz’ora, dopodiché siamo andati a casa. Di quello che è avvenuto dopo, ne sono venuto a conoscenza solo la mattina seguente e devo dire che sono rimasto sbalordito. Se ho sentito Alessio? Non ancora, ho chiamato a casa ma stava riposando. L’unica cosa che posso dire è che quello che è successo è davvero una cosa assurda e inspiegabile».
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