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«Perché sono tornato subito dietro al banco dopo essere stato picchiato e rapinato? Perché non posso permettere a nessuno di scegliere che cosa devo e posso fare. Io credo nel lavoro». Rispondeva...

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«Perché sono tornato subito dietro al banco dopo essere stato picchiato e rapinato? Perché non posso permettere a nessuno di scegliere che cosa devo e posso fare. Io credo nel lavoro». Rispondeva così Pietro Brando, 58 anni, titolare del tabacchi di piazza Roma quando lo scorso 8 dicembre venne picchiato e rapinato mentre era dietro al bancone del negozio.

Il bottino in quella occasione parlava di circa 300 euro in contanti e diversi "Gratta e Vinci". Anche in quel caso il rapinatore, rimasto senza nome, fuggì in bicicletta con il bottino. «Ero qui che mettevo in ordine. Si è avvicinato e mi ha chiesto tre "Gratta e Vinci" da un euro. Glieli ho dati. Poi si è di nuovo rivolto a me in un perfetto italiano nonostante le origini straniere. "Mi può dare un centesimo per grattare?», ha domandato. A quel punto gli ho passato 5 centesimi. "Dove mi posso mettere a grattare?", ha continuato. Gli ho fatto cenno di appoggiarsi nello spazio dall'altra parte del bancone. L'aggressione è avvenuta qui - raccontò - mi ha preso per il bavero e mi ha strattonato. Gli ho detto: "Ma cosa fai, sei cretino". Lui ha risposto che voleva i soldi».

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di Redazione web