Italia
«Il mio sogno è un campeggio green nell’ex cava di Calignaia»
Livorno, l’intervista a Fabrizia Filippi, una delle proprietarie del sito, che ha dato il via al noleggio di lettini e ombrelloni sotto al ponte del Romito
Ombrelloni e lettini a pagamento. Non negli stabilimenti balneari che si affacciano sul viale Italia. E neppure ad Antignano o a due passi dal moletto di Quercianella. A quelli i livornesi sono abituati, biglietto di ingresso compreso. Questa volta - e per la prima volta - i lettini a noleggio sono spuntati sul Romito, in Calignaia, tra gli scogli e il ponte. Nel paradiso del mare free è comparso un "servizio noleggio ombrelloni e lettini, compreso parcheggio", come recita il cartello sistemato a pochi metri dalla battigia. "Compreso il parcheggio", perché in effetti, un po' a sorpresa, una grande area di sosta, aperta solo ai clienti, è stata ricavata proprio nell'ex cava (privata) che si trova al di là del ponte, a poche decine di metri dal mare. L'attività di noleggio si chiama "Mare Matto", prendendo in prestito il nome dal film girato da Castellani a Livorno negli anni Sessanta. Per questo tratto di costa è una novità assoluta, che mette anche la città di fronte a una domanda che forse tra i vari piani strutturali, della costa e delle cave è stata sempre rimandata: cosa vuole fare Livorno del Romito, se qualcosa vuole farlo, considerando anche che alle spalle del mare esistono molti spazi privati (seppur legati a stretti vincoli di carattere ambientale e paesaggistico) e che i privati stanno iniziando a farsi avanti?
Lo scorso anno una società aveva provato a fare qualcosa di simile alla Cala del Leone, appellandosi alla possibile natura privata di una parte della baia: alla fine, tra polemiche e accertamenti di Comune e capitaneria risaliti fino a contratti e incartamenti di un secolo fa, la società aveva dovuto fare marcia indietro e togliere gli ombrelloni già piantati sulla spiaggia. Ma questa volta sulla natura privata di una parte di Calignaia non sembrano esserci grossi dubbi. Almeno non per i proprietari dell'ex cava che si affaccia sul mare e che un tempo, in piena attività estrattiva, arrivava fino agli scogli. «La mia famiglia - spiega Fabrizia Filippi, che ha dato il via a Mare matto - è proprietaria dell'ex cava da più di vent'anni, abbiamo undici ettari. Ma sia chiaro: non vogliamo togliere niente a nessuno, semmai offriamo un servizio in più a chi come me ama Calignaia e il Romito. Insomma, non c'è alcuna privatizzazione della spiaggia e la nostra area è rimasta aperta a tutti». «In passato - aggiunge - abbiamo provato anche ad aprire un piccolo chiosco, magari con una doccia e un bagno, tutto prefabbricato. Ma dopo la trafila negli uffici, niente».

Chiariamolo: la spiaggia di Calignaia è pubblica, demaniale. La parte privata sarebbe quella che si affaccia sull'arenile, lato sud: da sotto al ponte fino all'ex cava, costeggiando il rio Calignaia. È qui che sono accatastate le attrezzature. Il noleggio di due lettini costa 8 euro. Il cliente li prende e li porta dove vuole. «Non essendo un'area pubblica - dice Filippi - per il servizio noleggio non ci serve una concessione».
Nel "pacchetto" è compreso il parcheggio, cui si accede dal sentiero che si trova prima del ponte, sulla destra, venendo da Quercianella. Sul cartello all'ingresso c'è scritto: "riservato ai clienti locatori delle attrezzature balneari del Mare matto". Ma le auto possono sostare nell'ex cava? Servono permessi? La sicurezza? «È un'area privata, è come se accogliessi qualcuno a casa mia, la responsabilità è mia - sostiene Filippi - se noleggi il lettino sosti gratis: il parcheggio è un servizio che offriamo, non è un'attività commerciale».
Comparsi i lettini sono spuntate subito le polemiche, soprattutto su Internet. Vedi l'altolà su possibili privatizzazioni lanciato sulla sua bacheca Fb dall'ex consigliere comunale Lamberto Giannini. I bagnanti sembrano divisi, tra chi approfitta volentieri del servizio e chi dice no.
Ma il punto non sono solo lettini e ombrelloni a pagamento, quanto il progetto che i privati chiedono di poter discutere, guardando complessivamente all'area dell'ex cava. Uno spazio immenso, che compare anche nel progetto del discusso Lotto Zero e che forse la maggior parte dei livornesi non ha mai visto. Se non chi l'attraversa in bicicletta per entrare nel parco delle colline e chi magari usa le rovine dell'attività estrattiva come rifugio di fortuna, spesso lasciando brutte sorprese (fuochi, materassi...). Nell'area ci sono quattro proprietari. Fabrizia Filippi, che è iscritta al Meetup ufficiale del Movimento 5 Stelle di Livorno, mette subito le mani avanti: «Sono un'ecologista convinta, ho quattro figli, sono cresciuta in Calignaia e non ho alcuna intenzione di chiudere lo spazio privato vicino al mare o di costruire chissà cosa nell'ex cava, anche perché non è possibile». «Ma da vent'anni chiediamo di poter fare qualcosa e chiediamo di farlo nelle regole: noi - allude - non abbiamo trasformato baracchine in villaggi...». «Nell'area di cava - la butta lì - ci sono nove ruderi (ex palazzine industriali) che il decreto del Fare ci darebbe la possibilità di ristrutturare. Ma potremmo anche buttare giù tutto e, in accordo col Comune, inserire la stessa volumetria nell'area più in alto, con un progetto a basso impatto ambientale. Il mio sogno sarebbe un piccolo campeggio immerso nel verde, magari con attività sportive come l'arrampicata». «Questa - conclude riferendosi all'ex cava - non è un'oasi intonsa, è un'ex area industriale da recuperare». Il punto è come. Il 28 agosto la proprietà incontrerà i nuovi assessori all'urbanistica e al turismo. Proprio per iniziare a parlarne...
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