Il Tirreno

Livorno

Calambrone, la spiaggia la puliscono i bagnanti

di Ludovica Monarca
Calambrone, la spiaggia la puliscono i bagnanti

La storia di Nadia e Gianna che in una settimana hanno raccolto più di 20 sacchi «Non vogliamo pubblicità, solo poter usufruire di un mare più pulito e curato»

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LIVORNO. Venti sacchi neri condominiali in soli cinque giorni. Pieni di scarpe, ruote di macchine, porte e rifiuti di ogni genere. È quello che hanno raccolto Nadia e Gianna, madre e figlia, sulla spiaggia libera del Calambrone nel tratto successivo alla spiaggia per cani. Affrante dalla sporcizia e dalla spazzatura abbandonata hanno deciso di improvvisarsi “spazzine” e prendersi cura di un tratto di costa «che sembra totalmente abbandonato a se stesso», dicono.

Sono timide Nadia e Gianna, non vogliono pubblicità (tanto quasi da scappare quando vedono il fotografo), «ma solo far realizzare alle persone che amare il proprio territorio a volte vuol dire anche, davanti al silenzio o alle mancanze delle amministrazioni, fare la propria parte, dare l’esempio». Un forte senso del dovere e un amore per il mare ecco cosa le ha spinte a rimboccarsi le maniche . «Veniamo al mare al Calambrone da molti anni – racconta Nadia – la spiaggia libera e specialmente il tratto vicino allo Scolmatore non è mai stata particolarmente pulita, ma quest’anno, visto anche le piogge e le mareggiate si è davvero arrivati a un livello insostenibile. Ci siamo lamentate spesso della situazione, anche con altri bagnanti e alla fine abbiamo deciso che lamentarsi e basta non aveva senso, per cui il giorno dopo siamo venute al mare oltre che con l’asciugamano, anche con sacchi neri, guanti e rastrello e abbiamo iniziato a pulire».

Da quel giorno è passata meno di una settimana e Nadia e Gianna hanno già riempito venti sacchi neri. «È pazzesco scoprire cosa si può trovare: porte, scarpe, ante delle finestre. La gente abbandona di tutto senza il minimo rispetto. L’amministrazione deve pulire, è vero, ma le persone devono avere rispetto». Un rispetto che spesso e volentieri manca: «Basti pensare che qualche giorno fa, mentre pulivamo un signore si è avvicinato con il cane e come se niente fosse ha lasciato gli escrementi del proprio animale sulla spiaggia....».

Nadia e Gianna non chiedono aiuto («anche se sarebbe bellissimo»), ma semplicemente che le persone mantengano quel tratto di spiaggia pulito come hanno intenzione di lasciarlo. «Sarà un lavoro lunghissimo – dicono – ma vogliamo mettercela tutta. Il Comune non riesce a pulire? Lo faremo noi, anche se abbiamo bisogno che passino a prendere i sacchi neri che abbiamo raccolto. Quelli sono davvero troppo pesanti e non riusciamo a trasportali vicino ai cassonetti.

E gli altri bagnanti? «Ci fanno i complimenti, qualcuno ci scambia per dipendenti comunali e quando ci riposiamo sogghigna. Lo ripetiamo: non chiediamo niente, solo che mantengano l’area pulita come la lasceremo»

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