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Angelo Roma: non è la soluzione ottimale ma restare fermi a vent’anni fa è un autogol

Angelo Roma: non è la soluzione ottimale ma restare fermi a vent’anni fa è un autogol

«Alla fine di questo strano mese d'Agosto, con il decreto legge Sblocca Italia, passerà la riforma dell'84/94? A giudicare dalla rivolta in atto, no. Piombino, con voce di Forza Italia e Sel, non...

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«Alla fine di questo strano mese d'Agosto, con il decreto legge Sblocca Italia, passerà la riforma dell'84/94? A giudicare dalla rivolta in atto, no. Piombino, con voce di Forza Italia e Sel, non vuole essere aggregata a Livorno; Lupi desidera salvare Marina Monassi (in scadenza) presidente del porto di Trieste e la Serracchiani no assoluta- mente; Salerno non vuole Napoli; Savona confuta Genova; e via dicendo». Parte da qui Angelo Roma (foto), ex numero uno di Intercontainers e di Toremar e ora numero uno di Assonautica, per segnalare che sono finit enel mirino «le "quasi" certezze: 1)le Autorità Portuali passerebbero da 24 a 15; 2) i comitati formati da 24 membri, aboliti; 3) il presidente direttamente nominato da parte del Ministro, sentita la Regione (prima invece erano Camere di commercio, Comune, Provincia, Regione e ministero)». La sommato- ria di tutte queste contestazioni «può dare un solo risultato: restare fermi a venti anni fa e non mi pare un bel progredire». Per Roma la riforma «non è forse la soluzione ottimale, ma può essere un primo momento di modifica e transito verso un reale rilancio della portualità italiana». e per cercare di dipanare la matassa guarda alla «dimensione europea» delle nuove Autorità portuali.«Dal mio punto di vista – afferma – è sostanziale tener conto dei vincoli derivanti dalla mappatura della Rete trans europea dei trasporti Ten-T, così come prevista dal Regolamento, dal quale quindi non si può astrarre». Angelo Roma dice che «l'Unione europea rileva che dopo il decollo messo in atto nell'anno corrente (Qfp 2014-2020) sarebbe importante assicurare l'attuazione del programma finan- ziario Ten-T e Cef; e poiché ritiene indispensabile fornire gli stanzia- menti necessari (sia impegni sia pagamenti) per queste nuovi pro- grammi al fine d'implementare infrastrutture di trasporto, si pro- pone di spendere 634 milioni di euro» per completarle. I corridoi che interessano l'Italia sono quattro, sottolinea: 1) Baltico-Adriatico; 2) Reno-Alpino; 3)Scandinavo-Mediterraneo (che comprende Ancona, Napoli, Bari, La Spezia e Livorno); 4) Mediterraneo.

«Mi preme far notare – afferma Roma – che nel Corridoio Scandinavo-Mediterraneo, La Spezia non è servita con quello che serve Genova, e questo dovrà pur significar qualcosa? Riflettiamo gente, riflettiamo e decidiamo».

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