Gioco
«Tolto lo striscione, ma mai equidistanti»
Dal Refugio: «Avevamo già raggiunto l’obiettivo, ora gemellaggio con Gaza» Nuove polemiche con il consiglio comunale e con la comunità ebraica
LIVORNO. «Nessuna equidistanza è possibile di fronte a un genocidio, Israele stato terrorista». Tolto lo striscione, non cambia la posizione. E le parole restano accese. La nota porta la firma di Effetto Refugio e arriva all’indomani della decisione di togliere lo striscione delle polemiche (“Fermare il genocidio a Gaza, Israele vero terrorista”) esposto nei giorni di Effetto Venezia. Striscione che ha scatenato molte reazioni, anche a livello nazionale, fino alla lettera inviata dall’ambasciatore di Israele in Italia direttamente al sindaco.
«Abbiamo rimosso lo striscione – scrivono – che, come realtà aderenti a Effetto Refugio, avevamo deciso di esporre durante tutta la durata della manifestazione di Effetto Venezia. La motivazione è semplice: evitare che il nostro gesto si trasformasse in una inutile quanto sterile polemica giornalistica sul poter o meno mettere uno striscione. Evitare che il nostro gesto venisse strumentalizzato per altri fini di carattere prettamente locale o di ordine pubblico».
«L'obiettivo da noi perseguito – ripetono – è stato largamente raggiunto. Innescare cioè una riflessione politica cittadina su quanto sta succedendo in Medio Oriente».
Ma ecco le parole indirizzate direttamente alla comunità ebraica. «Il nostro gesto – sostengono – è servito anche ad altro. Capire e aver fatto capire il pensiero dei vertici della comunità ebraica livornese (che ci sembra parziale e non rappresentativa delle opinioni delle centinaia di livornesi ebrei che formano la comunità reale). Con le loro pressioni politiche e interventi hanno dimostrato alla città di essere d'accordo con l'uccisione di migliaia di palestinesi tra cui diverse centinaia di bambini». I toni si fanno di nuovo accesi. E torna a galla anche la polemica tra questa parte della sinistra e la maggioranza - e forse non solo – in consiglio comunale.
«Di fronte a quanto sta succedendo in Palestina – scrivono infatti dal Refugio – nessuna equidistanza è possibile. Essere equidistanti, come purtroppo è accaduto in consiglio comunale (dove è stata ritirata la mozione dei 5 Stelle sul gemellaggio con Gaza e sono passati due atti per chiedere il cessate il fuoco e guardare verso un futuro ingresso nel progetto EuroGaza, ndr) vuol dire automaticamente favorire il più forte, in questo caso Israele. Prendere le distanze da Hamas e non dal Likud – concludono – vuol dire di fatto "accontentare" chi oggi sta cercando di descrivere quello mediorientale come un conflitto tra democrazia e estremismo. Niente di più falso. Stessa cosa per chi cerca di dipingere la resistenza palestinese come terrorismo». E tornano a chiedere il gemellaggio con Gaza «per far sentire la vicinanza alla popolazione palestinese».
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