Il Tirreno

Livorno

Nel muro di casa un chilo di eroina

di Lara Loreti
Nel muro di casa un chilo di eroina

Arrestato a Stagno un 32enne considerato il fornitore della droga nel mercato cittadino. In manette anche la fidanzata

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LIVORNO. La droga era nascosta così bene che lo stesso arrestato, quando la polizia l’ha trovata, s’è lasciato scappare un commento spontaneo, forse condito da un pizzico di ironia: «Complimenti!».

Da piazza Cavallotti al Cisternino, dalla zona di piazza della Repubblica al lungomare. Kristofor Beheluli è considerato dalla polizia il fornitore di eroina delle piazze dello spaccio cittadino, dal centro alla prima periferia. Un “boss della droga” che venerdì è stato sorpreso con un chilo di eroina nella casa dove viveva a Stagno: un appartamento, trasformato in fabbrica dello stupefacente, in cui viveva con la sua ragazza, Kristina Sunyashkina, 21, anche lei in manette. Per entrambi l’accusa è detenzione di droga ai fini di spaccio. Nella casa, i Falchi della squadra mobile della polizia hanno trovato persino una pressa usata per tagliare la roba. L’operazione, guidata dal dirigente Giuseppe Testaì, è stata messa a segno dopo lunghe indagini basate su un controllo capillare del territorio e dei pusher.

Nato a Elbasan, 32 anni, Beheluli è già noto alle forze dell’ordine per fatti di droga, ma anche per un tentato omicidio avvenuto a Bologna nel periodo 2007-08. Il 32enne, secondo l’accusa, aveva sparato a due connazionali per poi rifugiarsi a Milano. Lì però era stato arrestato, poi processato e condannato a 5 anni. Scontata la pena, avrebbe dovuto lasciare il Paese. E invece un mese e mezzo fa, il giovane ha scelto Livorno come luogo della sua attività. Un giro di eroina che però è stato stroncato sul nascere dalla mobile, che ha monitorato la situazione, fino al blitz dell’altro giorno.

Da mesi ormai i Falchi della mobile stavano studiando il canale di rifornimento in città dell’eroina (e anche di altri tipi di droga) attraverso controlli e arresti di spacciatori nordafricani, finché non hanno trovato un filo conduttore nella figura di Beheluli. Secondo gli investigatori, era lui che - tramite carichi provenienti da Milano - riforniva il mercato locale dell’eroina, vendendola ai pusher tunisini, che a loro volta la cedevano ai vari clienti livornesi.

Il blitz dei poliziotti della Narcotici della squadra mobile è avvenuto nel tardo pomeriggio in un appartamento, dove la coppia abitava in affitto, che si trova nella zona vicino allo Scolmatore. In casa c’erano entrambi i fidanzati. Non è stato facile per gli agenti trovare la roba. Ma dopo lunghe ricerche, è spuntata: era nascosta in un’intercapedine all’interno di un muro, in una stanza dell’appartamento.

La squadra mobile in casa ha trovato e sequestrato anche 6400 euro, e poi una pressa, scotch, cellophane, bilancia e altro materiale per il taglio e il confezionamento dello stupefacente: quella casa, per gli investigatori, era diventata una vera e propria “fabbrica” specializzata in eroina.

Lo stupefacente sequestrato era diviso in un panetto da 600 grammi più altri pezzi. Secondo una prima stima fatta dagli esperti dei Falchi, all’ingrosso ha fruttato 10mila euro, ma al dettaglio ne sarebbe valsi almeno 20mila.

Sono in corso ulteriori indagini per individuare la provenienza della roba. Si pensa a un canale di Milano, dove opererebbe una grossa organizzazione di cui l’albanese era il ponte per il mercato livornese.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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