Gioco
Ecco la fiaccolata per dire basta all’ondata di guerre
LIVORNO. “No alla guerra”. Un grido all’ unisono si sentirà per le strade di Livorno nella notte di mercoledì 13 agosto. Un corteo organizzato da Arci e Anpi che partirà alle 21.30 da piazza della...
LIVORNO. “No alla guerra”. Un grido all’ unisono si sentirà per le strade di Livorno nella notte di mercoledì 13 agosto. Un corteo organizzato da Arci e Anpi che partirà alle 21.30 da piazza della Repubblica fino ad arrivare in piazza del Municipio.
I partecipanti saranno riunite per un principio comune, legate da un filo conduttore: fermare la guerra ai confini dell’Europa. Spiega Gino Niccolai, presidente dell’Anpi: «Con l’Unione Europea si è risolto il problema che affliggeva da anni l’Europa, cioè le guerre. Una soluzione che è però parziale, relativa, perché le guerre intorno all’Europa vanno avanti».
Questa fiaccolata ha anche un valore pedagogico, dice, per quei cittadini che «altrimenti si rinchiuderebbero nelle loro case, tranquilli come struzzi, perché tanto finché non sono toccati sono salvi, ma non è così. Le guerre ci circondano, stanno ai nostri confini».
Gli impegno degli organizzatori è rivolto a spingere i governi verso una politica estera unitaria e più propensa al dialogo, a favore proprio di rapporti pacifici. «Attraverso la manifestazione si vuole richiamare la coscienza dei cittadini difronte all’orrore della guerra, a conferma del fatto che la pace è sempre la scelta politica migliore», commenta il presidente dell’Arci, Marco Solimano.
Conclude Niccolai: «Questa fiaccolata deve essere intesa come per, e non contro, qualcuno: per i cittadini, le persone in carne e ossa che si trovano a vivere da vittime dell’odio».
Sono invitate alla serata le comunità religiose, perché impegnate nella causa e non tanto per il loro simbolo; il simbolo di tutte, dicono gli organizzatori, sarà la bandiera per la pace. Una fiaccolata è usata per ricordare una persona morta, per festeggiare o per chiedere lo stop alla violenza, «una fiaccolata è usata per richiamare l’attenzione sulle nostre parole, per implorare di ascoltarci». Questo è l’intento della fiaccolata di mercoledì, con la cittadinanza unita per gridare “Basta alla guerra”.
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