Il Tirreno

Livorno

La nave oceanografica sollevata dal pontone

di Matteo Scardigli
La nave oceanografica sollevata dal pontone

Intervento al Cantiere Montano: «Un’impresa titanica»

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LIVORNO. «Un'impresa mai realizzata prima, è la prima volta a Livorno». Così Tito Neri definisce l'intervento che nella mattina di ieri ha coinvolto tre ditte, 30 uomini e un maxi-pontone galleggiante da 1200 tonnellate per sollevare dalle acque del porto la Minerva Uno e poggiarla delicatamente, in quasi due ore e mezza, su di una struttura in acciaio e legno che la ospiterà per i prossimi mesi nel cuore dei cantieri Montano. Costo totale della complessa operazione: 60mila euro.

La nave oceanografica, utilizzata anche dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, lunga circa 50 metri e dal peso di 700 tonnellate, verrà sottoposta ad un refit completo per riportarla allo stato dell'arte; durata prevista dei lavori da 3 a 5 mesi. E a bordo sarà montata una nuova strumentazione per le ricerche. Soddisfatto Mario Montano: «È una commessa che ci dà tranquillità almeno fino a fine anno, ma per fare queste cose serve il bacino di carenaggio».

L'intervento. Ore 8:45, al via l'imbracatura della nave. Le condizioni meteo e del mare sono ottimali, il direttore dei lavori Matteo Cerulli fa partire le operazioni con la supervisione dell'ingegner Pezzini della Ship Projects di Viareggio, autrice dello studio di fattibilità. Dal pontone Italia (lo stesso che ha lavorato alla posa dei segmenti del King Fahd Causeway, il ponte che unisce l'Arabia Saudita con il Bahrain) vengono calate le due braghe, e i quattro grilli alle estremità vengono agganciati dagli uomini di Neri ai punti di appoggio rinforzati realizzati ad hoc dai cantieri Montano.

Ore 9:30, comincia il sollevamento. Si trattiene il fiato, il difficile bilanciamento dell'enorme carico tra poppa e prua è calcolato con precisione. Cinque minuti più tardi lo scafo è fuori dall'acqua diretto verso la struttura di sostegno alla velocità di circa un metro al minuto, sospeso ad una decina di metri dal suolo.

Ore 11:00, posa completata. Dopo gli ultimi aggiustamenti millimetrici la Minerva Uno è adagiata sugli appoggi a terra, si effettuano le saldature di sicurezza tra le strette di mano e la soddisfazione generale.

Il problema. Ammodernamento, riparazione e pulizia delle navi sono attività che normalmente non richiedono operazioni straordinarie di questo genere perché vengono svolte all'interno dei bacini di carenaggio, strutture presenti in molti porti o arsenali (come Genova e Palermo) per permettere la riparazione o manutenzione all'asciutto delle navi, in particolare delle carene e delle altre parti dello scafo che sono poste sotto il livello di galleggiamento. Strutture presenti anche nello scalo livornese, però...

Il "bacino grande" del porto (lungo 350 metri e largo 56), nato nel 1975 come investimento di Stato, purtroppo rimasto vittima nel 2003 della crisi della cooperativa del cantiere navale Luigi Orlando ed è oggi abbandonato e danneggiato.

Per la riqualificazione servono almeno 20 o 30 milioni di euro, ma c’è una questione da risolverlo tra Benetti, che per raffforzare la sua attività in cantiere vuole trasformarlo in una darsena per i mega yacht , ed i riparatori navali che, invocando l'intervento di un consorzio capitanato da Alberto Roncucci, vogliono che torni ad essere un punto di riferimento nazionale per il ripristino delle grandi navi. Nel frattempo, bisogna arrangiarsi, come è avvenuto stavolta.

La Minerva Uno. Progettata e costruita dalla So.Pro.Mar. spa si colloca per dimensioni tra le principali imbarcazioni da ricerca europee operanti nel Mediterraneo. Dotata di un sistema modulare che permette di integrare i laboratori elettronici fissi per l'acquisizione ed il pre-trattamento dei dati con quelli mobili (biologico e microbiologico, chimico, geologico), risulta molto versatile, e può operare dalla battigia fino al mare aperto. Nei prossimi mesi verrà dotata di un nuovo generatore e di un'elica aggiuntiva a prua, saranno rinnovate le cabine ed il ponte di comando verrà allungato. Sarà poi sottoposta alla revisione dei verricelli, del sistema elettrico e di quello di condizionamento, e verranno installate nuove apparecchiature.

La carpentieristica sarà curata dai cantieri Montano, l'impiantistica e l'elettronica da T.L.A. di Antonino Parisi, mentre la meccanica è stata progettata dalla ditta Romagnoli di Ravenna, anche se le installazioni verranno comunque effettuate a Livorno.

La nave è impiegata, tra gli altri, anche dal Consiglio Nazionale delle Ricerche: "È un bene strategico i ricercatori del Cnr e per la ricerca italiana. I risultati scientifici ottenuti grazie all'utilizzo di mezzi come questo sono resi evidenti dal consistente numero di pubblicazioni scientifiche, dal numero di progetti europei svolti e dalle numerose collaborazioni internazionali e nazionali intraprese che portano ad una crescente presenza a livello europeo ed internazionale dei ricercatori Cnr".

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