Sicurezza
Il centro massaggi era una casa chiusa
Denunciate tre donne cinesi per gestione di un’attività di prostituzione: c’era un via vai continuo di clienti livornesi
LIVORNO. Nonostante fosse aperto solo da quasi due mesi il centro massaggi cinese di via Temistocle Guerrazzi, con la sua vetrina accattivante e il via vai di clienti - guarda un po’, tutti uomini - aveva già attirato l’attenzione e il sospetto di residenti e forze dell’ordine. E a ragione. Perché quel negozio di estetica tutto era tranne un centro benessere in cui trovare relax grazie a un massaggio, bensì una vera e propria casa di prostituzione in cui tre donne cinesi, regolarmente residenti in Italia, offrivano rapporti sessuali con tanto di listino prezzi e tariffario “a tempo” esposto appunto in vetrina.
Le indagini dei carabinieri del nucleo investigativo, svoltesi per alcuni giorni, hanno così consentito di scoprire la vera realtà dell’attività portando alla chiusura del centro massaggi avvenuto nella serata di giovedì scorso. Una vera e propria casa di prostituzione in cui i clienti ricevevano trattamenti “completi” mascherati da massaggi di vario genere dalla diversa durata e tipologia.
Un’attività strutturata in cui le tre donne cinesi attiravano i clienti non solo grazie a una vistosa vetrina, sospettosamente troppo appariscente per essere un centro benessere, ma anche attraverso espliciti annunci con riferimenti sessuali inseriti in diversi siti di incontri occasionali e facilmente riconducibili all’attività di via Guerrazzi.
Del resto il listino prezzi esposto in vetrina parlava chiaro. Un elenco dettagliato di cifre e tempi che non lasciava spazio a molti dubbi. I prezzi passavano da un minimo di quasi 30 euro per un massagggio cervicale della durata di circa venti minuti a un “trattamento completo” - come veniva indicato nel listino - dal prezzo massimo di 100 euro che poteva durare dai quaranta ai cinquanta minuti. Inoltre, era indicata la possibilità di combinare più trattamenti.
I clienti del finto centro massaggi, che potevano anche superare la decina a livello giornaliero erano per la maggior parte (se non tutti) livornesi, di ogni genere di estrazione sociale, dall’imprenditore all’operaio, e di ogni tipo di età, dal giovane ragazzo all’anziano in pensione.
L’intervento del nucleo investigativo dei carabinieri, nella serata di giovedì, ha così portato alla chiusura dell’attività e alla denuncia delle tre donne cinesi che gestivano la casa per appuntamenti proprio con l’accusa di gestione e amministrazione di casa di prostituzione.
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