Sicurezza
Una scintilla che va alimentata
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Oltre 160 attività - tra negozi, bar, ristoranti, pizzerie - hanno aderito all’iniziativa lanciata dal nostro giornale #iostoaperto, prolungato l’orario di apertura per accogliere i duemila croceristi sbarcati ieri mattina in porto. Una risposta entusiasta ed entusiasmante quella dei commercianti. Sembrava che non aspettassero altro e forse era proprio così.
Sono infatti tanti anni che si discute della vocazione turistica di Livorno. E da tanti anni si chiacchiera sull'accoglienza dei turisti in centro. Sempre da anni ci si interroga su come trasformare un'opportunità preziosa - le tappe delle crociere nel nostro porto - in un vantaggio economico per la città.
Insomma, si è parlato, si è scritto, ci si è confrontati, ora è arrivato il momento di passare ai fatti. E' quello che abbiamo pensato al Tirreno e, nel nostro piccolo, qualcosa l'abbiamo fatto.
Ci siamo inventati uno slogan, abbiamo chiesto un sacrificio ai negozianti sollecitandoli a restare aperti nella pausa pranzo e abbiamo reso visibile il loro sforzo attraverso i social network, con delle locandine che, esposte in vetrina, potessero richiamare l'attenzione dei turisti a passeggio, collaborando con la Porto 2000 alla preparazione di un pieghevole da distribuire una volta scesi in banchina.
Una piccolissima iniziativa, per carità, come abbiamo avuto già modo di dire, ma assolutamente necessaria: il solo fatto che alle due del pomeriggio di ieri i crocieristi non vagassero nel deserto del centro - come avveniva puntualmente negli anni scorsi - ma entrassero nei negozi per guardare, chiedere o comprare e si fermassero nei ristoranti o nelle pizzerie per assaggiare qualche specialità labronica, ha dato alla città un'immagine gioiosa, quasi di festa.
E che dire del bus rosso scoperto, che siamo stati abituati a veder transitare tristemente semi-vuoto? Ieri ha registrato il tutto esaurito, con corse a ripetizione sempre affollate.
Certo, i gestori delle attività non avranno fatto affari da capogiro, ma con le loro attività aperte hanno contribuito a dare un'immagine diversa - sicuramente migliore - di Livorno. E alla lunga, questo atteggiamento porterà sicuramente risultati positivi.
Chissà, probabilmente molti dei crocieristi che hanno trascorso la giornata di ieri a Livorno, una volta tornati a casa racconteranno a parenti e amici di una città toscana che forse non ha le bellezze artistiche di Pisa o di Firenze, ma che è accogliente, con tanti bei negozi, con uno splendido lungomare, una meravigliosa Terrazza, una affascinante collina come Montenero, un caratteristico quartiere "che assomiglia tanto a Venezia". Insomma, una città che merita di essere visitata.
Ma perché a Livorno il turismo possa diventare fonte di ricchezza, non può bastare assolutamente la buona volontà dei commercianti.
Ci vogliono interventi strutturali, da una maggiore pulizia del centro a un piano che permetta l'apertura no stop di musei, monumenti e chiese; ci vogliono eventi, iniziative e proposte capaci di catturare l'interesse dei tanti stranieri (non sfruttare la bellezza dei fossi o quella meraviglia architettonica che è il Mercato coperto è davvero un peccato mortale); ci vogliono più informazioni su una città che si dà per scontato abbia poco da offrire e invece non è vero; ci vogliono strumenti e competenze per entrare nel circuito dei tour operators.
Per fare tutto questo, è necessario che istituzioni (Comune, Porto 2000, Autorità Portuale, etc.) e associazioni di categoria decidano una buona volta di puntare con decisione a incrementare l'offerta culturale-commerciale-turistica di Livorno.
Prendendo atto che il turismo deve essere una risorsa di fronte alla crisi dei settori tradizionali sui quali la città si è retta sinora.
Tutto questo va fatto dentro una visione complessiva, ma subito, anche se necessariamente a tappe. Insomma ora che la macchina si è messa in moto, non fermiamoci nuovamente.
C'è solo da rimboccarsi le maniche e far diventare questa giornata da straordinaria a ordinaria.
Alessandro Guarducci
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