Il Tirreno

Livorno

Trovata una tartaruga azzannatrice davanti ai Bagni Fiume, è pericolosa per l’uomo

Trovata una tartaruga azzannatrice davanti ai Bagni Fiume, è pericolosa per l’uomo

Il ritrovamento nei giardinetti davanti allo stabilimento a Livorno, il rettile è stato consegnato al Corpo Forestale

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LIVORNO. Curioso ritrovamento nella mattinata di venerdì 8 agosto: in seguito ad una segnalazione al 113 una volante della polizia ha scoperto nei giardinetti davanti ai Bagni Fiume una tartaruga azzannatrice. Il rettile, lungo 33 cm e del peso di 2,8 kg, fa parte di una delle specie di tartarughe d’acqua dolce più grandi del mondo: possono infatti raggiungere i 50 cm e il peso variare dai 4,5 ai 6 kg. Ha un corpo robusto, il carapace increspato, una lunga coda e sferra abili morsi dai movimenti che ricordano quelli di un serpente, tanto da essere considerata fauna pericolosa per l’uomo. La tartaruga azzannatrice è un predatore: la forza delle sue mascelle e il becco a rostro insieme allo scatto fulmineo durante l'attacco, infatti, possono provocare seri e gravi danni a chi incautamente le si avvicina. Per questo la specie è stata inserita nell'elenco degli  animali pericolosi stilata dal Ministero dell'Ambiente e la legge italiana ne vieta la detenzione e la vendita, punendo i trasgressori con l'arresto da tre mesi ad un anno o l'ammenda dai 7mila ai 100mila euro.

Questo genere di animale comune nel Nordamerica, predilige acque stagnanti o a corso lento con fondo melmoso e ricche di vegetazione ma è in progressiva diffusione anche in Europa per i rilasci effettuati da incauti acquirenti che, a dispetto delle leggi che quasi ovunque ne vietano la commercializzazione, comprano giovani esemplari che abbandonano quando la crescita rende gli animali ingombranti e difficili da mantenere. È possibile infatti che la tartaruga sia stata abbandonata dal proprietario che probabilmente l’aveva incautamente o inconsapevolmente acquistata, forse confusa tra altre specie di piccole tartarughe la cui importazione è legale.

Eventuali detenzioni illegali o avvistamenti vanno dunque segnalati al Corpo Forestale dello Stato al quale la tartaruga rinvenuta dagli operatori è stata consegnata.

Il rettile è in viaggio verso il Centro di Scienze Naturali di Galceti a Prato il cui rettilario, gestito dalla Fondazione Malenotti, è autorizzato alla detenzione di animali pericolosi.

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