Il Tirreno

Livorno

Baby sitter abusa del bimbo di 6 anni

di Lara Loreti
Baby sitter abusa del bimbo di 6 anni

La violenza davanti al fratellino di quattro: choc a Piombino. In carcere un uomo di 36 anni che abita a Livorno

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LIVORNO. Trentasei anni, un volto angelico, tanta voglia di lavorare. Così viene descritto da chi lo conosce, ed è l'impressione che lui stesso dà alla gente, con cui sfoggia un sorriso che viene definito accogliente. Ieri, quella stessa persona, straniero da due anni in Toscana - abita tra Livorno e Piombino - è stata arrestata per un terribile episodio di pedofilia. E' accusato di aver abusato di un bambino di sei anni a cui faceva da baby sitter, davanti al fratellino di 4. Un fatto, che lascia senza fiato, che è successo a Piombino ieri pomeriggio. In serata, il 36enne è stato arrestato dai carabinieri e poi è stato portato in carcere alle Sughere.

In base a quanto appreso, il giovane ormai da tempo fa da baby sitter ai figli di due suoi connazionali e amici. I coniugi hanno un negozio a Piombino e per lavoro sono costretti a lasciare i figli a casa. Ma sono piccini e non possono stare soli. È per questo che li affidano a lui, l’amico di famiglia, la persona di fiducia. Ma ieri, il 36enne perde la testa. Dopo aver fatto mangiare i bimbi, come già fatto altre volte in precedenza, li fa mettere al letto per un riposino. Già nel passato il baby sitter si è dimostrato affettuoso con loro. Ma stavolta succede qualcosa di diverso. In base a quanto emerso, lui fa sdraiare i piccini che, essendo molto caldo, indossano solo gli slip. Lui si mette al centro e poi li stringe forte a sé, entrambi. A un tratto, come emerso dalle indagini e dalla raccolta di testimonianze, il 36enne si gira verso il più grande e comincia ad avvicinare il corpo al suo, in modo sempre più insistente, fino ad arrivare a violentarlo. Un rapporto completo che crea turbamento nel bimbo, che non comprende quel contatto e che non si spiega cosa stia accadendo. Lui gli dice che è tutto ok. Mentre l’altro bimbo assiste ignaro.

Dopo un po’ la mamma rincasa da lavoro. Il bambino prova a dirle qualcosa, ma l’adulto lo sovrasta con la voce. Sorride e dice alla donna che va tutto bene, saluta e se ne va.

Ma il piccolo è dolorante. La madre lo vede agitato mentre si tocca e si lamenta, dicendo che avverte bruciore. La donna allora lo controlla per capire da dove abbia origine il fastidio. Ed è allora che si rende conto che c’è qualcosa che non va. Il piccino ha delle ferite e delle evidenti irritazioni. Lo porta al pronto soccorso, dove le confermano il terribile sospetto. Sconvolta, dà l’allarme ai carabinieri, che si attivano immediatamente. I militari raccolgono i dati, poi vanno a casa dell’uomo e verificano che l’accusa dell’abuso è fondata. Scattano quindi le manette e il trasporto alle Sughere.

«Era molto caldo. Sono due anni che non vado a casa, sono confuso», ha detto poi l’arrestato, sfogandosi con gli agenti.

Ora sono in corso ulteriori indagini: i carabinieri, coordinati dal pm di turno, sono al lavoro per ricostruire esattamente la dinamica dei fatti e raccogliere tutti i dettagli e altre testimonianze.

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